Il flop di Garanzia Giovani: solo 1 ragazzo su 3 trova loro

Il piano per la lotta alla disoccupazione giovanile, ideato dal governo Letta e realizzato da Renzi, fa acqua da tutte le parti: Italia prima in Europa per under 29 senza studio né lavoro

Il flop di Garanzia Giovani: solo 1 ragazzo su 3 trova loro

Non decolla (anzi, fa acqua da tutte la parti) Garanzia Giovani, una serie di provvedimenti legislativi promossi a livello europeo per favorire l'inserimento dei ragazzi nel mondo del lavoro. Ideato dal ministro Enrico Giovannini sotto il governo Letta e realizzato dal suo successore Giuliano Poletti sotto il governo Renzi, l'intento era quello di combattere la disoccupazione giovanile realizzando una riforma strutturale del mercato del lavoro. Peccato però che i risultati sperati non siano arrivati. Il dato triste è che solamente uno su tre è riuscito a trovare lavoro dopo aver partecipato attivamente al percorso.

Stando a quanto emerge dai risultati del programma europeo analizzati dall'Anpal fino ad agosto 2020, dall'avvio di Youth Guarantee a oggi si sono registrati quasi 1,6 milioni di "Neet" ("Not in education, employment or training", ovvero quelle persone non impegnate nello studio, né nel lavoro, né nella formazione); 1,2 milioni quelli presi in carico dai servizi per il lavoro. Solamente 696.883 giovani hanno concluso uno o più politiche attive all'interno del progetto: di questi il 59,2% (412.504 per la precisione) risulta occupato. Confrontando però il dato con gli 1,2 milioni, la percentuale di occupati scende al 34%.

Il triste primato

La situazione fotografata non è affatto entusiasmante: la "misura principe" rivolta ai ragazzi è stata il tirocinio (56% delle politiche attivate), davanti agli incentivi occupazionali (il 22,6% delle misure erogate). E dal 2016 abbiamo assistito a un calo di tutti gli interventi. Da sottolineare la distanza tra i Centri pubblici per l'impiego e le agenzie private: il 75,9% dei giovani ha sottoscritto un patto di servizio presso un Cpi anche perché - come fa notare Il Sole 24 Ore - "obbligati" da molte Regioni. Nei primi il tempo medio per l'erogazione di una misura è di 147 giorni; nei secondi è di 62.

La Commissione dell'Unione europea, nonostante i ritardi che rischiano di compromettere il traguardo di Youth Guarantee, continua a scommetterci in vista della programmazione 2021-2027. L'Italia dovrà comunque mettere una pezza e riuscire a centrare gli obiettivi. Non mancano infatti ulteriori dati tristi e scoraggianti: il tasso di disoccupazione giovanile è al 29,5% e il primato europeo per i Neet, i ragazzi senza impiego né percorso di formazione.

Intanto Francesca Puglisi, sottosegretaria al Lavoro in quota Pd, sottolinea la necessità di realizzare un sistema integrato pubblico-privato per prendere in carico velocemente molte più persone: "Il rafforzamento dei Cpi è fondamentale, ma al tempo stesso occorre valorizzare le Apl, anche al Sud, visto che hanno contatti con le aziende e ne conoscono i bisogni di competenze. Il 31 marzo, quando finiranno le misure emergenziali generalizzate, è dietro l’angolo, non si può perdere tempo".