Generali accelera nella razionalizzazione del portafoglio internazionale e sigla un accordo per la cessione del business Danni in Irlanda e Irlanda del Nord. La compagnia triestina ha infatti raggiunto un'intesa per trasferire le attività - gestite attraverso le branch irlandese e britannica di Generali Spagna con il marchio RedClic - a Zurich Insurance Group. L'operazione coinvolge in particolare Zurich Insurance Europe AG e Zurich Insurance Company Ltd, UK Branch.
Il valore della transazione è pari a 337 milioni di euro per cassa, soggetto ai consueti aggiustamenti al momento del closing. Generali Spagna manterrà inoltre circa 51 milioni di capitale in eccesso attualmente allocato alle attività Danni irlandesi. La cessione dovrebbe generare una plusvalenza per il gruppo, che sarà definita al completamento dell'operazione, mentre l'impatto sull'utile per azione normalizzato è indicato come trascurabile. Sul fronte patrimoniale è invece atteso un miglioramento di circa un punto percentuale del Solvency II Ratio del gruppo. La mossa si inserisce nel percorso di focalizzazione sui mercati considerati strategici. Come indicato dal gruppo guidato da Philippe Donnet (in foto), l'operazione è coerente con l'obiettivo di concentrare le risorse nei Paesi in cui la compagnia dispone già di una scala significativa e di una posizione di leadership. La cessione è inoltre pienamente allineata con il piano strategico Lifetime Partner 27.
L'annuncio arriva alla vigilia di un passaggio chiave per il gruppo triestino. Per domani 11 marzo è infatti in agenda il consiglio di amministrazione che esaminerà i conti 2025 destinati a essere presentati al mercato giovedì mattina. Le previsioni degli analisti danno la raccolta premi in crescita da 95,2 milioni del 2024 verso la soglia dei 100 miliardi.
L'utile operativo è previsto a 7,9 miliardi in media (da 7,3 dell'esercizio precedente), l'utile netto normalizzato a 4,3 miliardi (da 3,8 miliardi) e l'utile netto a 4,2 miliardi dopo che si era fermato a 3,7 miliardi del 2024. Il dividendo, secondo le stime del consensus, potrebbe essere fissato a 1,59 euro per azione (da 1,43 euro).