La gioia dopo la tempesta

Personalmente una giornata come quella di ieri sui mercati finanziari non l'avevo mai vista. Perdite degli indici superiori al 16%. In una sola seduta. La paura colpisce duro, durissimo. Sembra davvero la tempesta perfetta.

Ma ieri, mentre ascoltavo tutte le notizie negative che in questi giorni ci riempiono la testa, per un attimo, ho pensato di poter chiudere gli occhi e di uscire fuori da questa sequenza cinematografica di cui siamo diventati inconsapevoli protagonisti. Sembra di essere in un film. Ed è surreale. Ma solo immaginare che il dramma fosse finito mi ha fatto sentire molto meglio. Così ho lavorato sulla mia fantasia. Ho cominciato a pensare a cosa avrei fatto il giorno in cui saremmo stati liberati dall'incubo. Ho visto tanta gente per strada pronta ad abbracciarsi, baciarsi, gioire assieme, cantare, vivere. Ho visto un'esplosione di gioia incontenibile.

Casualmente proprio in quel momento Fabrizio, uno dei colleghi più preziosi che abbia mai avuto, mi ha mandato un messaggio su WhatsApp. Il grafico allegato interpretava perfettamente i miei pensieri. Descriveva le intenzioni di viaggio dei consumatori americani. Un profondo precipizio per l'anno in corso, una linea di crescita verticale per il 2021. Insomma, i consumatori americani mi stavano dicendo: la buriana passerà e noi riprenderemo a viaggiare in giro per il mondo. Probabilmente moltissimi di loro verranno anche in Italia, perché dove potrebbero andare se non in Italia?

Ho riacceso il telefono ed ho inquadrato la pagina web con tutti gli indici in forte discesa. In quel momento ho immaginato un'enorme molla a spirale. Quelle discese dei mercati, lo spread, il petrolio, l'oro, la stavano caricando. Ed ogni giorno, da 21 giorni a questa parte, la compressione è stata sempre più forte.

Capite? È solo una questione di tempo: più sarà lungo, più la molla si arricchirà di energia, un energia che la farà arrivare più lontano di quanto non abbia mai fatto.

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