Arriva l'assegno unico Come funziona il bonus

La maggioranza sta lavorando alla riforma fiscale e Conte assicura che arriverà entro la fine dell’anno. Le misure previste e le problematiche

"Siamo al lavoro per una riforma del Fisco che ci permetta di arrivare ad un sistema più equo ed efficiente", ha promesso quest’oggi il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, assicurando che la riforma fiscale arriverà entro la fine dell’anno, molto probabilmente a dicembre.

Ma in che modo i giallorossi pensano di ridisegnare il Fisco italiano? L’impalcatura della riforma si basa su tre pilastri fondanti: il taglio strutturale del cuneo fiscale, l’assegno unico per i figli e i versamenti mensili per i lavoratori autonomi, come la partite Iva. Per il governo, però, c’è un nodo da sciogliere ed è quello di trovare le coperture necessarie. La riforma del Fisco, forse il perno centrale delle Finanziaria che l’esecutivo dovrà varare entro la metà di ottobre, dovrà però "autofinanziarsi", dal momento che non potrà essere economicamente sostenuta dai miliardi del Recovery Fund, destinati ad altro.

Il ministero dell’Economia e delle Finanze di Roberto Gualtieri è così alla caccia di 10 miliardi di euro: nelle intenzioni di via XX Settembre questi soldi dovrebbero arrivare un po’ dalla riduzione – o meglio taglio – delle detrazioni fiscali, e un po’ dalla lotta all’evasione. Nel mentre, stando all’ultima nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, il Mef prevede uno stanziamento di 2,7 miliardi di euro per il taglio del cuneo fiscale (nel 2020) e di 5,4 miliardi di euro per il 2021, per un totale dunque di 8,1 miliardi solo per la riduzione del cuneo fiscale.

Su questo fronte qualcosa è cambiato già dal luglio da poco passato: in estate, infatti, è entrato in vigore il taglio del cuneo fiscale per una platea di circa 16 milioni di lavoratori (fino a 28mila euro di Ral annua), che però si è tradotto in appena una manciata di euro. Mentre per i redditi da 28mila a 39.999 euro è stato previsto, almeno per il momento, un intervento di natura progressiva: all’aumentare del reddito diminuisce il taglio delle imposte.

Per un taglio strutturale del cuneo fiscale il governo – come riporta Il Messaggero – starebbe guardando al modello tedesco, che prevede un’aliquota continua; ciò detto non sarebbe però neanche esclusa una possibile riduzione del numero degli scaglioni. Come è noto, le attuali imposte si reddito sulle persone fisiche sono quattro: 23% (fino ai 15mila euro), 27% (dai 15mila ai 28mila euro), 38% (dai 28mila ai 55mila) e 41% (dai 55mila ai 75mila).

Dal taglio del cuneo fiscale all’assegno unico per i nuclei familiari: si dovrebbe trattare di un assegno mensile che parte da una base minima di 200 euro per salire a secondo dei parametri Isee. Dunque l’intricata questione autonomi: se attualmente le Partite Iva versano acconti e saldi annuali, l’idea è quella di introdurre un più leggero sistema di versamenti mensili, bimestrali o trimestrali un poco più leggeri. Ammesso che il governo trovi le adeguate coperture economiche.

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Commenti

Enne58

Gio, 24/09/2020 - 14:21

Mi sa che sarà una riforma per spennarci di più

barbarablu

Gio, 24/09/2020 - 16:33

tutte le volte che toccano una tassa noi ci perdiamo, cambiano nome ma una cosa è certa il costo per i cittadini italiani aumenta!

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Gio, 24/09/2020 - 16:45

Se sono al lavoro per una riforma del fisco, i sinistri,, come loro solito, lo fanno per aumentare le tasse. Solo i loro adepti credono a loro.