Chiudono i bancomat? Cosa fare (subito)

Sportelli bancomat sempre più verso l'addio: dal 1° luglio ad aprire le danze sarà Ing. Per evitare commissioni interbancarie e risparmiare sui prelievi, ecco alcuni rimedi che potrebbero rivelarsi utili

Chiudono i bancomat? Cosa fare (subito)

Ancora pochi giorni e potremo dire addio a molti sportelli bancomat (o Atm che dir si voglia): dal 1° luglio, infatti, il gruppo bancario olandese Ing chiuderà 63 casse automatiche sparse sul territorio nazionale e la contestuale riduzione delle filiali da 30 a 23.

Dove chiudono i bancomat

Questa è stata la comunicazione che hanno ricevuto i suoi clienti, ben 1,3 milioni di persone solo in Italia. Come abbiamo descritto in questo articolo, la chiusura generale degli Atm è già in atto da un paio d'anni con ben 831 sportelli bancari in meno soltanto nel 2020: i dati di Banca d'Italia parlano di 23.481 filiali sul territorio italiano, un 3,4% in meno rispetto all'anno precedente (2019). Sul territorio nazionale c'è la presenza di una banca ogni 2.522 abitanti ma su 7.904 comuni italiani, 2.802 si trovano sprovvisti di un ufficio di credito e - di conseguenza - anche del semplice bancomat. La mappa italiana vede ben undici regioni con una percentuale molto alta di chiusure: prima, in questa speciale classifica, la Valle d'Aosta, che con una percenutale negativa del -6,3% ha visto ridurre le proprie filiali da 79 a 74. Subito dietro la Liguria (-5,8%), in cui le filiali sono passate da 677 a 638. Gradino più basso del "prestigioso" podio per l'Abruzzo (-5,7%), in cui gli sportelli sono passati da 526 a 496. Oltre la media anche Emilia-Romagna (-5,5%), Basilicata (-5,4%), Sicilia (-4,4%), Friuli Venezia-Giulia (-4,0%), Piemonte (-3,9%), Umbria (-3,7%), Sardegna (-3,7%), e Lazio (-3,5%).

Come non pagare le commissioni

Una volta che lo scenario è delinato, è chiaro che molti correntisti saranno costretti a pagare le commissioni previste da altre banche quando andranno a prevelare presso gli sportelli di altri Istituti: per evitare costi aggiuntivi, si potrebbe limitare l'utilizzo del contante dando priorità a pagamenti con carte di debito, carte di credito e prepagate. Una seconda possibilità consigliata da sos tariffe è la sottoscrizione di un conto corrente online caratterizzato dall'assenza di costi come il canone mensile o le commissioni sulle principali operazioni bancarie. Oppure ancora, si possono effettuare pochi prelievi ma con importi elevati così da pagare meno commissioni possibili ed usare strumenti quali Google Pay, Samsung Pay ed Apple Pay collegati alle nostre carte ma che non prevedono commissioni. Ultimo consiglio, ma non per importanza, l'apertura di un nuovo conto con una banca che disponga di un buon numero di filiali nella propria zona della città, in modo da poter prelevare evitando i costi extra delle commissioni.

In ogni caso, è in corso un'istruttoria da parte dell'Antitrust che "riguarda il progetto relativo al servizio di prelievo di contante con la carta bancomat agli sportelli bancari automatici (Atm) convenzionati. Tra le novità più importanti si registrano l’abolizione della commissione interbancaria e il pagamento della commissione applicata al prelievo – da parte del consumatore – direttamente all’istituto di credito dove è collocato l’Atm". In questo modo, l'Antitrust sta valutando se le nuove norme possano configurare un’intesa suscettibile di restringere o falsare la concorrenza nel mercato comune. Un numero minore di sportelli si traduce in costi più elevati ma Bancomat spa ha ipotizzato un progetto per la revisione dei costi con il quale dovrebbe essere abolita la commissione interbancaria che in questo momento è pari a un costo fisso di 50 centesimi: il piano potrebbe trasformarsi in realtà forse per fine anno, cioè soltanto dopo che l’Antitrust avrà preso una decisione in merito.

Cosa accade ai conti correnti

Il problema legato ai bancomat non è che la punta dell'iceberg: come abbiamo scritto (qui il link) alcune banche chiuderanno anche i conti correnti per l'eccessiva liquidità presente che ha dei costi in questo momento poco sostenibili: ecco allora che Fineco chiuderà i conti su depositi superiori ai 100mila euro mentre Widiba è l'ultima in ordine cronologico ad applicare aumenti sui servizi a causa dell'eccessiva liquidità. UniCredit, invece, vedrà un aumento del 33% sul proprio canone mensile dal 1° luglio. Anche IlSole24Ore si è occupato della vicenda ed è venuto fuori che la soluzione ideale per il futuro possa essere, come abbiamo scritto poco fa, usare una banca online che ha commissioni sul prelievo di molto inferiori rispetto ai tradizionali sportelli bancomat. La rivoluzione è cominciata, sta a noi decidere quali contromosse adottare.

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