La mappa dei bancomat: ecco dove chiudono

Mai così poche filiali in Italia dal 1996, 831 sportelli bancari chiusi nel solo 2020: sono quasi tremila i comuni italiani che si trovano senza sportelli.

La mappa dei bancomat: ecco dove chiudono

Dati di crisi, numeri che fotografano al meglio l'anno nero delle banche: nel solo 2020, come riportarto nell'edizione odierna de La Stampa, hanno chiuso in Italia ben 831 sportelli bancari. I dati di Banca d'Italia parlano di 23.481 filiali sul territorio italiano, un 3,4% in meno rispetto all'anno precedente (2019). Era da venticinque anni - dal 1996 quando le filiali erano 24.421 - che i numeri non erano così bassi e preoccupanti. Analizzando ulteriormente questi numeri, emerge soprattutto come sul territorio nazionale sia prevista la presenza di una banca ogni 2.522 abitanti ma, soprattutto, come su 7.904 comuni italiani, 2.802 si trovino sprovvisti di un ufficio di credito e - di conseguenza - anche del semplice bancomat.

Nuove disuguaglianze all'orizzonte

Una bomba, quella degli istituti bancari italiani, ormai deflagrata nel 2008, poco dopo il fallimento del colosso americano Lehman Brtohers. Dal picco di 34.139 presenti in Italia nello stesso anno, infatti, si è arrivati ad un progressivo e costante calo: in questo scenario sicuramente già non idilliaco, poi la pandemia legata al coronavirus ha dato l'ultima stoccata decisiva, portando al raggiungimento dei dati peggiori riscontrati fin qui negli ultimi 25 anni. Facendo due calcoli, si parla di 10.658 bancomat in meno rispetto al 2008, con le percentuali che - regione per regione - evidenziano un netto allargamento della forbice tra nord e sud Italia.

Le percentuali delle regioni

Considerando una media nazionale riferita al 2020 del -3,4% di sportelli rispetto all'anno precedente, va considerato come ben undici regioni dello stivale presentino percentuali ben sopra la media: prima, in questa speciale classifica, la Valle d'Aosta, che con una percenutale negativa del -6,3% ha visto ridurre le proprie filiali da 79 a 74. Subito dietro la Liguria (-5,8%), in cui le filiali sono passate da 677 a 638. Gradino più basso del "prestigioso" podio per l'Abruzzo (-5,7%), in cui gli sportelli sono passati da 526 a 496. Oltre la media anche Emilia-Romagna (-5,5%), Basilicata (-5,4%), Sicilia (-4,4%), Friuli Venezia-Giulia (-4,0%), Piemonte (-3,9%), Umbria (-3,7%), Sardegna (-3,7%), e Lazio (-3,5%).

Tra le meno colpite da questo taglio delle filiali, invece, la regione italiana con i dati migliori è la Puglia (-2%), in cui gli sportelli si sono ridotti di "appena" 22 unità, da 1.077 a fronte dei 1.055 dell'anno pre-Covid. Seguono il Trentino Alto-Adige (-2,3%), da 736 a 719 filiali, e la Lombardia (-2,4%), che nonostante i 155 sportelli chiusi nel solo 2020, si conferma la regione italiana con più presenza bancaria forte dei suoi 4.699 sportelli.

Analizzando la distribuzione territoriale delle filiali, emerge come le regioni del sud italia detengano oltre la metà delle filiali dell'intero territorio nazionale: si parla - nel dettaglio - di 13.424 sportelli, il 57,16% del totale. Gli uffici, invece, sarebbero 5.122, il 21,8% del totale nazionale. Dati che, secondo l'analisi effettuata da Kpng, non sarebbero solamente proporzionali alla densità abitativa delle regioni: alla base di questo predominio numerico, infatti, ci sarebbe una più elevata educazione finanziaria, quella che spingerebbe un maggior numero di abitanti a pianifiare investimenti e risparmi direttamente nelle filiali della propria banca. Il rischio più grande - però - considerando il già ampio vuoto di oltre 2.800 comuni e una diffusione della banda larga di internet che appare sempre meno omogenea sul territorio nazionale, è il generarsi di una zona franca in cui possa risultare difficile - se non addirittura impossibile - l'accesso ai servizi bancari. In questo scenario già ampiamente critico, intanto, sembra che una nuova razionalizzazione delle filiali sia pronta a fare capolino.

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