Italia, Germania e Francia: sulle materie prime nasce la Triplice intesa

Al via la cooperazione fra i tre Paesi. Urso: "L'Ue non può dipendere da Pechino"

Italia, Germania e Francia: sulle materie prime nasce la Triplice intesa
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Germania, Francia e Italia si alleano sulle materie prime critiche, ossia i minerali e metalli vitali per la transizione energetica e digitale. Ieri, a Berlino, i più grandi Paesi europei hanno dato il via a una più «stretta cooperazione nei settori dell'estrazione, della lavorazione e del riciclo» per sostenere le rispettive industrie.

Un passaggio necessario in vista del futuro dove l'affermazione dell'auto elettrica, la digitalizzazione e gli impianti per l'energia rinnovabile la faranno da padroni. All'incontro hanno partecipato il ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire e dell'Economia tedesco Robert Habeck. Adolfo Urso, a capo del ministero delle Imprese del Made in Italy ha rappresentato l'Italia: «Abbiamo parlato di un comitato congiunto che i nostri paesi costituiranno per sviluppare una piattaforma comune per l'autonomia strategica dei nostri paesi sulle materie prime critiche», ha spiegato Urso nella conferenza stampa, «fondamentale per la transizione digitale e per quella green».

Entro il 2030, stima il Mimit, l'Europa avrà bisogno di 18 volte più litio e 5 volte più cobalto. Per questo Urso intende sfruttare le risorse del Paese: «Abbiamo riserve immense di cobalto, di titanio, abbiamo anche litio, manganese. Nel nostro sottosuolo sono presenti 16 delle 34 materie prime critiche». I tre Paesi puntano a stabilire insieme obiettivi di estrazione, lavorazione e riciclaggio per le materie prime strategiche e scegliere misure per promuoverne il riutilizzo e il riciclo. Oltre a perseguire «ambiziosi criteri ambientali, sociali e di governance» nel settore. Poi arriva un appello alla costituzione «di un fondo strategico europeo sulle materie prime critiche».

Dopo l'incontro di ieri ne seguirà un altro a Roma sulle tecnologie digitali e un terzo in Francia sulle tecnologie green. «Non vogliamo passare dalla subordinazione all'energia dalla Russia, alla subordinazione alle materie prime critiche che ci fornisce la Cina», ha fatto notare sempre Urso. Per il francese Le Maire l'incontro di ieri «offrirà l'opportunità di discutere tra Governi» ed ha prospettato «la realizzazione di scorte condivise e l'acquisto in comune». L'obiettivo è «aumentare l'indipendenza delle catene» perché «alcuni componenti provengono da altri Paesi anche per il 90 e il 100 per cento».

Il tedesco Habeck vuole «un'Europa più indipendente per l'estrazione, che avvenga con alti standard ecologici». L'incontro di ieri, prosegue il ministro di Berlino, è stato «l'inizio della cooperazione» sul tema tra i tre Paesi e si è concordata una nuova strategia anche con rappresentanti dei vari settori industriali relativi alle materie prime: minerario, trasformazione, acquisizione. Per l'Italia ieri c'erano Leonardo, Fincantieri, Enel e StMicroelectronics.

Per il ministro tedesco il dialogo con e tra l'industria è molto importante, perché «se vengono identificati dei giacimenti, serviranno degli acquirenti» e in questo caso ci vogliono anche degli strumenti di sostegno finanziario, visto che «la politica ha il dovere di sostenere».

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