Italia a rotoli, basta piagnistei

Prendersela sempre con il vicino di casa nella quasi totalità dei casi non porta a nulla di buono. Solo una gran perdita di tempo, risultati prossimi allo zero anche dal punto di vista economico. Mi viene in mente questa immagine a proposito dei precari rapporti di vicinato che mantiene l'Italia. Con Francia, Germania e, più in generale, la congrega dell'Unione Europea.

La colpa è tutte le volte degli altri oppure qualche responsabilità l'abbiamo pure noi? Continuare a dire che l'Europa ci è ostile non serve. Ci mettiamo sulla difensiva, non facciamo nulla, dà spazio alla cultura del piagnisteo. È quello che accade oggi. E la tornata elettorale a maggio per le europee alzerà il livello della polemica politica e parimenti si continuerà a non fare nulla. Così i conti dello Stato continueranno a non tornare. Perché il debito pubblico sta inesorabilmente crescendo di giorno in giorno, la flat tax è per il momento lettera morta, le tanto sbandierate privatizzazioni che dovrebbero prevedere un'entrata di 18 miliardi non si vedono. Con lo spauracchio dell'innalzamento delle aliquote Iva a partire dal primo gennaio 2020 se non si attuano misure di altro segno, al momento introvabili.

Tutto questo mentre il Paese è a crescita zero come confermato anche dall'allarme del centro studi di Confindustria. Rispondere piccati che quel consesso è abitato da «gufi» non aiuta, è come l'esempio del vicino di casa che ha sempre torto. Una cosa è certa: così il Paese reale rotola sempre più giù. Basta con il metodo delle promesse e delle lamentele. Occorre un segnale forte, di segno positivo, che riporti un po' della fiducia perduta. Si costruisca qualcosa di serio. Penso ad un piano di grandi opere, l'Italia ne ha bisogno come il pane. Questo governo non ci sente? L'economia reale domanda un esecutivo di professionisti illuminati che agisca per il bene comune. Liberi e liberali.

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