L'inflazione schizza verso l'alto: ecco la stangata degli aumenti

Inflazione al +3,9%, aumenti soprattutto sui Beni alimentati: ecco i numeri appena sviscerati dall'Istat. Le Associazioni dei Consumatori sul piede di guerra: "Vera e propria emergenza"

L'inflazione schizza verso l'alto: ecco la stangata degli aumenti

L'inflazione dello scorso mese di dicembre è schizzata al 3,9%, con un aumento dello 0,4% su base mensile. È quanto rilevato dall'Istat, che sottolinea come nel 2021 i prezzi al consumo abbiano registrato una crescita dell'1,9%.

I settori vittime dell'inflazione

A provocare un aumento dell'indice nazionale dei prezzi al consumo sono soprattutto i Beni alimentari, sia lavorati (da +1,4% di novembre al +2,0%) sia non lavorati (da +1,5% a +3,6%), i Beni durevoli che hanno visto un aumento dello 0,8% e i Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona passati al +2,3%. Non è finita qui, perchè scontano aumenti anche i prezzi dei Beni energetici con un +29,1% seppur più basso del +30,7% del mese precedente. L'"inflazione di fondo", al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici, accelera rispettivamente a +1,5% e a +1,6% (entrambe da +1,3% di novembre).

"Stangata da oltre mille euro"

"L'inflazione al 3,9% determina una stangata media da +1.198 euro annui a famiglia", ha affermato il Codacons sulla base dei dati diffusi dall'Istat. "Siamo in presenza di una vera e propria emergenza prezzi in Italia, destinata purtroppo ad aggravarsi nei prossimi mesi", afferma il presidente, Carlo Rienzi. "I numeri forniti oggi dall'Istat confermano l'allarme rincari lanciato a più riprese dal Codacons, e attestano come prezzi e tariffe siano schizzati alle stelle nell'ultimo periodo dell'anno", dichiara all'Agi.

Sul piede di guerra anche l'Unione Nazionale Consumatori che fa sentire la sua voce tramite il suo presidente, Massimiliano Dona, che afferma come tutta Italia sia inguaiata e impantanata a causa del triplicarsi dell'inflazione nel giro di soli sei mesi. "Se a dicembre, nonostante non sia ancora arrivata l'impennata astronomica di luce e gas di gennaio, +55% luce e +41,8% gas, pari a una mazzata da 1008 euro, i prezzi già svettano a questi livelli, è evidente che a gennaio sarà una carneficina per le tasche dei consumatori. Da giugno a dicembre, in appena 6 mesi, l'inflazione è triplicata proprio per colpa dei rincari dei beni energetici, senza i quali oggi l'inflazione sarebbe pari solo all'1,6%"

"Un massacro per le famiglie"

L'inflazione al 3,9% rappresenta un "massacro per le tasche delle famiglie che, oltre ai rincari delle bollette di luce e gas, dovranno fare i conti con prezzi al dettaglio sempre più elevati": lo afferma Assoutenti, commentando i dati diffusi dall'Istat. La grande preoccupazione per il suop presidente, Fabio Truzzi, è l'impennata dei prodotti alimentari che a dicembre sono saliti del +2,9% su base annua, "beni indispensabili di cui le famiglie non possono fare a meno. Solo per mangiare gli italiani si ritrovano oggi a spendere 217 euro in più a famiglia su base annua, a causa dei rincari registrati nel comparto". Stangata anche sui trasporti, con una spesa maggiorata di 519 euro a nucleo familiare sugli spostamenti.

Il problema non è mica finito qui: come abbiamo visto sul Giornale.it, si attendono i maxi rincari di luce e gas previsti nei prossimi mesi, aumenti che "avranno effetti a cascata sui listini e che potrebbero portare entro la primavera ad un raddoppio del tasso di inflazione rispetto a quello attuale", conclude Truzzi. "Così si rischia di bruciare la ripresa in atto", afferma Confesercenti. Preoccupa, in modo particolare, l'accelerazione degli ultimi mesi e l'effetto trascinamento sul 2022. "Bisogna monitorare con attenzione le dinamiche perchè, se si generano aspettative negative, l'inflazione rischia di autoalimentarsi e propagarsi a tutti i comparti, con il forte rischio di pregiudicare la ripartenza in corso".

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