Il Lingotto e le quattro rivoluzioni dal 2005

Da Fiat Group a "Spa" (2010) e a Fca (2014). Nel 2021 nascerà Stellantis

Il Lingotto e le quattro rivoluzioni dal 2005

Era il 26 ottobre 2005 quando il marchio Fiat Group (scritta in blu su fondo grigio con un trattino rosso a dividere le due parole) sostituiva il logo che da quasi 40 anni rappresentava l'azienda: le losanghe inclinate, stilizzazione delle quattro lettere F-i-a-t. Un forte segnale di svolta voluto da Sergio Marchionne, da poco più di un anno alla guida del Lingotto. Altro cambiamento, il 29 novembre 2010, quando Fiat Group si scinde in Fiat Spa e Fiat Industrial (camion, trattori, macchine da lavoro). Quindi, conclusa la scalata a Chrysler, il 29 gennaio 2014 ecco nascere Fca, ovvero Fiat Chrysler Automobiles. E dal 2021, con la celebrazione delle nozze Fca-Psa, il gruppo Stellantis darà il via a una grande rivoluzione, «un'unione - come spiegano il presidente di Fca, John Elkann, e l'ad Mike Manley - che cambierà il settore automotive». A partire, proprio, da come si chiamerà la futura società. Per la serie: auto, ma non solo.

Il 15 luglio scorso, Fca e Groupe Psa (Peugeot Société Anonyme) hanno ufficializzato il nome di Stellantis, dal latino «stello», cioè «essere illuminato di stelle». Piaccia o non piaccia, si nota subito come, da quello che sarà il corporate brand name, siano spariti gli acronimi Fca e Psa. E non è cosa da poco. È logico che le stelle si riferiscono ai 17 marchi che faranno parte della galassia: Abarth, Alfa Romeo, Citroën, Chrysler, Dodge, Free2Move, Ram, DS, Lancia, Fiat, Jeep, Maserati, Mopar, Opel, Vauxhall, Peugeot e i veicoli commerciali di Fiat Professional. Almeno nei loghi, Stellantis è già avanti al Gruppo Volkswagen, che ne conta 12, calcolando anche Ducati e i camion di Scania e Man.

Intanto, a pochi giorni dalla rivelazione di Stellantis, si è già aperto il dibattito. C'è Giuseppe Berta, storico e docente alla Bocconi, a esempio, il quale sostiene che «aver comunicato con largo anticipo il nome del nuovo gruppo è per dimostrare che il processo di fusione va avanti, nonostante le ancora non poche incognite». E ora il giudizio di un importante creativo sul nome partorito da Publicis, colosso francese che opera in pubblicità, comunicazione e marketing.

«Lo vedo - commenta - un po' troppo commerciale per essere un corporate brand name; Alleanza Renault-Nissan, invece, è un corporate brand industriale per un'alleanza industriale». La scelta, comunque, sarebbe da ricondurre alla volontà di cercare una denominazione nel segno della disruptive innovation. Il concetto di un gruppo, in pratica, che annovera marchi storici e di appeal applicato al nuovo modo di intendere un settore sempre più orientato sulla mobilità che cambia, digital e servizi.

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