L'occasione (persa) delle pmi

Il 40% dei maggiori brand della moda italiana sono controllati da gruppi stranieri. In questa speciale classifica il primato è della Francia. Il Paese d'Oltralpe, in termini di giro d'affari (con il 30,3% dei ricavi aggregati) detiene la leadership di mercato e precede l'Italia. Sono alcuni numeri del focus moda curato dall'Area Studi di Mediobanca che si è concentrato su 163 imprese italiane con un fatturato superiore ai 100 milioni. Fa piacere che il comparto nel nostro Paese sia in trend positivo: una bella sfilata.

Al buon andamento certo contribuiscono anche le piccole imprese, ossatura del sistema imprenditoriale italiano, che lavorano per i grandi brand oltre ad un qualificato numero di manager italiano come correttamente sottolineato nello studio. I mercati evolvono anche così. E a proposito di evoluzione mi ha colpito che Gabriele Barbaresco, direttore dell'Area Studi Mediobanca, nel passare il microfono a Nadia Portioli, curatrice del focus e che ha svolto una «sentita» presentazione, non si è sprecato in titoli, ma l'ha chiamata semplicemente con il solo nome: Nadia. Ho gradito, un tocco di benvenuta leggerezza. Sono certo che una personalità evoluta come è stato Enrico Cuccia, sobrio e riservato, poco incline agli svolazzi, avrebbe apprezzato. All'Area Studi di Mediobanca, così attenta a monitorare i mercati più interessanti, mi permetto di suggerire un focus dettagliato sul mercato dell'arte contemporanea.

Con l'acutezza e la serietà che ne contraddistingue l'analisi ne verrebbe un prezioso documento su cui riflettere e assai utile per operatori, collezionisti o anche il semplice appassionato. Visto e considerato come il comparto sta assumendo sempre più importanza in Italia, anche per la presenza di linguaggi artistici capaci di generare una domanda in continua crescita. E senza trascurare il target degli investitori/risparmiatori.

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