Manovra, l'Ue minaccia l'Italia: "Sopra il 2% è a rischio bocciatura"

Mentre il governo mette a punto il Def, arriva l'avvertimento della Ue: "Se il deficit dovesse superare la soglia del 2%, la legge di Bilancio verrà bocciata"

Manovra, l'Ue minaccia l'Italia: "Sopra il 2% è a rischio bocciatura"

"La legge di bilancio dell'Italia rischia la bocciatura da parte della Commissione europea se il deficit nominale dovesse superare la soglia del 2%". L'avvertimento arriva da Bruxelles dove gli occhi dell'Europa sono tutti puntati sul governo gialloverde. A preoccupare, secondo quanto apprende l'agenzia Agi, il rapporto deficit-pil. Nella nota del Documento di programmazione economica finanziaria (Def) l'esecutivo dovrà, infatti, indicare la soglia a cui punta ad arrivare: qualora dovesse sforare il 2%, la Ue è pronta a intervenire a gamba tesa bocciando la legge di Bilancio.

La decisione sarà presa dal collegio dei commissari nella seconda metà di ottobre, dopo la presentazione formale del progetto di legge di Bilancio, ma i tecnici dell'esecutivo comunitario inizieranno sin da subito a analizzare i dati contenuti ne Def. All'Italia è stato raccomandato un aggiustamento strutturale (la riduzione del deficit al netto del ciclo e delle una tantum) pari allo 0,6% del Pil. "Lo sforzo strutturale richiesto - ricordano i tecnici della Commissione Ue - equivale a un deficit nominale del 1,1%". La deviazione massima consentita per evitare una bocciatura è pari allo 0,5% del Pil. In altre parole, l'Italia dovrebbe realizzare un aggiustamento strutturale dello 0,1% pari a un deficit nominale del 1,6%. La Commissione potrebbe comunque fare un ulteriore "sconto", per quanto minimo, giocando su altre flessibilità previste dal Patto di stabilità. "Tuttavia - fanno sapere - non è mai stato accettato un peggioramento del deficit strutturale dello 0,3% di Pil e oltre, come accadrebbe con un deficit nominale sopra al 2%".

Le nuove regole introdotte durante la crisi dell'euro con il "Two Pack" prevedono che, in caso di "un'inosservanza particolarmente grave degli obblighi di politica finanziaria definiti nel Patto di Stabilità e Crescita", la Commissione europea chieda "un progetto riveduto di documento programmatico (di bilancio) quanto prima e comunque entro tre settimane dalla data del suo parere. La richiesta della Commissione dev'essere motivata e resa pubblica". Non solo. Da Bruxelles già hanno fatto notare, in più di un'occasione, che a loro avviso l'Italia starebbe già violando la regola sul debito, che prevede una riduzione di un ventesimo l'anno per la parte eccedente il 60% di Pil. "Con uno sforzo strutturale inferiore allo 0,1% di Pil - spiegano le stesse fonti - l'Italia rischia di perdere le circostanze attenuanti che finora hanno consentito alla Commissione di evitare di aprire una procedura per deficit eccessivo che porterebbe a obiettivi di bilancio molto più stringenti".

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