Economia

Maxi multe per stufe e camini inquinanti: la stretta delle Regioni

Per evitare un aumento di CO2 in atmosfera, le Regioni hanno stabilito super multe per chi riscalderà il proprio appartamento con camini e stufe a legna non a norma: ecco cosa si rischia

Stufe a legna contro il caro-energie
Stufe a legna contro il caro-energie

La ritardata accensione dei riscaldamenti e l'abbassamento della temperatura interna per far fronte al caro energia preoccupano gli italiani molti dei quali corrono ai ripari organizzandosi con metodi "alternativi" per creare il calore domestico. Così facendo, però, c'è il rischio di incorrere in multe e sanzioni molto salate: è il caso di camini e stufe a legna che potrebbero costare fino a 5mila euro a causa dell'immissione di CO2 nell'atmosfera.

La decisione delle Regioni

Se il governo nazionale ha già stabilito quali saranno le regole per un inverno 2022-2023 di austerity, saranno le Regioni che procederanno autonomanente per ovviare al problema. Come ricorda IlMessaggero, infatti, bisognerà stare attenti a non superare i 10kW di potenza e il divieto di utilizzare strumenti a biomassa, originata dalla combustione del legnoche non è totalmente pulita ma produce anche sostanze inquinanti.

Il "caro" Lombardia

Tra le regioni più virtuose da questo punto di vista spicca la Lombardia dove, grazie all’articolo 27, comma 4 della Legge regionale n. 24/2006, le multe variano da un minimo di 500 euro a un massimo di cinquemila euro, la più alta in Italia. L'unica soluzione è quella di utilizzare impianti di ultima generazione chiamati "generatori di calore" con "classe di prestazione emissiva inferiore a 4 stelle", misura che indica il livello di inquinamento dell'aria massimo consentito. Il divieto lombardo in realtà non è una novità di quest'anno ma è in vigore già dal 2020. Caso diverso, invece, per il territorio di Brescia dove una deroga dell'ottobre 2021 consente l'uso di qualsiasi impianto a legna e pellet fino all'ottobre 2024.

Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna

Discorso simile anche per il Veneto con la delibera regionale 836 del 6 giugno 2017 chiamata il "nuovo Accordo di programma per l'adozione coordinata e congiunta di misure di risanamento per il miglioramento della qualità dell'aria nel Bacino Padano", in cui viene stabilito il divieto di installare generatori di calore che abbiano una "classe di prestazione emissiva inferiore a 3 stelle" e il divieto di installare nuovi generatori che abbiano prestazione inferiori alle ormai famose 4 stelle. In Piemonte, invece, il divieto risale al 2018 quando fu vietato installare generatori di calore a biomassa che avessero "una potenza nominale inferiore a 35 kW e classe di prestazione emissiva inferiore alla classe 3 stelle". Dal 2019, poi, fu vietata l'installazione che non fosse pari alle 4 stelle. Infine, l'Emilia-Romagna ha bandito camini, pellet o stufe a legna soltanto per impianti di classe 1 o 2 stelle: sopra quel limite, tutto è consentito.

Per chi non vale il divieto

Come spiegano alcuni esperti, invece, il divieto generalmente non vale soltanto quando ci si trova in montagna o in collina a quote superiori ai 300 metri di altitudine. Chi abita in pianura e in città, invece, dovrà attenersi alle regole che ogni Regione stabilisce singolarmente ma che, di base, abbiano stufe o camini di qualità superiori o di ultima generazione.

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