Merrill Lynch spunta in Telecom con il 5,5% Il nodo del convertendo

Il pacchetto della banca Usa, che ha l'1% dei diritti di voto, è costruito anche con derivati

Maddalena Camera

Telecom Italia in lieve calo ieri in Borsa (-0,32% a 0,77 euro) alla vigilia del cda chiamato ad approvare i conti dei primi nove mesi. E se i primi tre mesi sono ascrivibili alla gestione di Marco Patuano, l'ultimo periodo (caratterizzato da tagli ai costi e nuove strategie) è già targato Flavio Cattaneo, che ha preso le redini della società il 30 marzo scorso.

Dopo Jp Morgan e BlackRock, c'è intanto un'altra grande banca che scommette sul gruppo guidato da Cattaneo insieme al presidente Giuseppe Recchi. Si tratta di Bank of America Merrill Lynch, che ha comunicato alla Consob di avere una partecipazione aggregata del 5,5%, costituita anche da derivati, mentre solo 1% ha diritto di voto. Da quanto trapela parte della partecipazione potenziale della banca Usa sarebbe al servizio del prestito convertendo Telecom, lanciato nel 2013 e in scadenza a fine mese. Il resto sarebbero invece posizioni lunghe di alcuni clienti che hanno puntato su titolo.

Diversa la posizione di Jp Morgan che detiene il 7,5%, con diritti di voto per il 6,9%. Il maggior azionista resta Vivendi (24,5%) mentre è uscito di scena Xavier Niel, pronto a sbarcare in Italia con l'acquisto delle frequenze dalla fusione di Wind e «3». Quanto ai conti di Telecom le previsioni degli analisti sono buone. Macquarie ha confermato il giudizio «outperform» e alzato il target price a 1 euro da 0,93. Per gli ultimi tre mesi Macquarie stima «un graduale miglioramento sequenziale nei trend di perdita di linee», prevedendo una crescita dell'utile operativo lordo domestico soprattutto grazie al taglio dei costi. Intanto in Brasile la controllata Tim Participacoes ha archiviato il terzo trimestre con una flessione del 48% dell'utile a 184 milioni di real, cifra superiore alle attese degli analisti. L'azienda carioca è importante per Telecom: secondo Equita, rappresenta il 12% del mol e il 14% della valutazione dell'intera società.

Ieri è stata giornata di conti trimestrali anche per due competitor di Telecom: Fastweb e Wind. Il gestore a banda ultralarga nei nove mesi ha visto ricavi per 1,3 miliardi (+2,5% sull'anno prima). A fine settembre, il numero di clienti a banda larga ha raggiunto 2,3 milioni, con un incremento di 123mila (+5,7%). Con il 33% dei clienti collegati su rete di nuova generazione. In totale i clienti che contano su velocità di navigazione oltre i 30Mb sono per Fastweb 750mila. Importante anche la crescita nel segmento mobile, dove la società controllata da Swisscom è presente come operatore virtuale, con un aumento dei clienti di oltre 110mila unità (+23%) per un totale di 601mila clienti. Wind, che presto si integrerà con «3», ha invece chiuso i primi nove mesi con un utile di 212 milioni e ricavi per 3,3 miliardi, in crescita del 2% rispetto allo stesso periodo dell'anno. Wind ha investito più di 514 milioni per rafforzare la rete 4G la cui copertura al 30 settembre scorso superava il 68% della popolazione.

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