Milano muove e prepara il ricambio al vertice A2A

Valotti e Camerano oggi dal sindaco Sala. L'idea è di puntare sul tandem Patuano-Mazzoncini

Milano muove  e prepara il ricambio al vertice A2A
Marco Patuano, ad di Telecom Italia

Compatibilmente con le incombenze da Coronavirus, il sindaco di Milano Giuseppe Sala metterà oggi mano a un dossier piuttosto scottante. Questioni di nomine e di un colosso come A2A, la multi-utility dell'energia e dell'ambiente da sempre gioiello nel portafoglio di Palazzo Marino dove (salvo rinvii dell'ultimo minuto) sono attesi il presidente Giovanni Valotti e l'amministratore delegato Luca Valerio Camerano, nominato nel 2014 dalla giunta Pisapia con l'appoggio di Renzi.

C'è da dire che le «comunicazioni» che li aspettano non dovrebbero essere delle più gradite, visto che l'intenzione di Sala sarebbe comunicare che il loro percorso, nonostante a lungo si sia parlato di un loro scontato rinnovo, sarebbe arrivato al capolinea. E, infatti, scadrà proprio venerdì il bando per le candidature al consiglio di amministrazione da cui si attingerà il nome del presidente, una nomina decisa a turno nel rispetto della governance duale dei Comuni di Milano e Brescia che dopo la fusione originaria di Aem, Asm e Amsa detengono ognuno il 25 per cento della società. E quest'anno il pallino è nelle mani di Sala, come sembra confermare il fatto che uno dei possibili successori è Marco Patuano, un dirigente d'azienda ben noto al sindaco, essendo stato dal 2011 al 2016 amministratore delegato di Telecom Italia prima di passare a Edizione, holding finanziaria controllata dalla famiglia Benetton. Per quanto riguarda la poltrona di ad, l'incarico toccherebbe a un manager di lungo corso come Renato Mazzoncini. Bresciano, renziano di ferro, tanto da aver partecipato anche all'ultima Leopolda, proprio dall'allora premier Matteo Renzi era stato nominato ad di Ferrovie dello Stato nel dicembre del 2015 e confermato nel gennaio del 2018 dal governo Gentiloni per il triennio 2018-2020, salvo cadere sotto la scure del primo governo Conte che nel luglio del 2018 aveva revocato l'intero cda. E con qualcuno che ai piani alti del Comune di Milano e nonostante non ci sia ancora nessuna sentenza definitiva, a far notare come la sua corsa verso la presidenza potrebbe essere quantomeno rallentata dal suo rinvio a giudizio nel giugno del 2018 nell'inchiesta sulla ripartizione del Fondo Nazionale Trasporti tra le Regioni, con l'accusa di truffa per una faccenda di dati che secondo il pm sarebbero stati alterati per evitare una penalizzazione del ministero dei Trasporti alla Regione Umbria. E chissà cosa ne potrebbe pensare l'ex magistrato Gherardo Colombo, a capo del Comitato per la legalità, la trasparenza e l'efficienza della pubblica amministrazione del Comune di Milano.

A favore di Mazzoncini giocherebbe la cordata bresciana di A2A, facendo in questo modo perdere ancora una volta a Milano, lamentano con Sala i critici anche interni di questa possibile scelta, un po' di autorità in un società destinata a recitare un ruolo sempre più fondamentale nello sviluppo futuro della città.