La "combinazione" che aumenta la pensione: qual è la "fascia d'oro"

La pensione degli italiani, nel 2022, sarà più ricca grazie alla rivalutazione degli assegni ed al taglio dell'Irpef. Una fascia in particolare percepirà oltre mille euro: ecco quale

La "combinazione" che aumenta la pensione: qual è la "fascia d'oro"

Come già anticipato sul Giornale.it, gli importi pensionistici del 2022 saranno più alti grazie alla rivalutazione degli assegni ed al taglio dell'Irpef: pensione più ricca, quindi, per milioni di italiani i cui aumenti dipenderanno come sempre in base alla fascia di reddito.

Quanto si guadagna

È chiaro che le fasce di reddito più basse avranno, in proporzione, aumenti maggiori rispetto a quelle più alte: il guadagno netto, infatti, crescerà fino ai 50mila euro di reddito per poi scendere. Come si apprende, quelle fiino a 15mila godranno della sola rivalutazione accumulando al massimo 200 euro; chi sta nella fascia delle 20mila euro annue di pensione lorda godrà di un aumento pari a 344 euro, mentre a 40mila euro l'incremento toccherà ben 1.016 euro. Tra le 40 e 50mila si aggiungerà anche il calo delle aliquote che farà schizzare a 1.330 euro il ricavo netto. Come riporta Il Messaggero, "il beneficio dovuto al taglio delle tasse poi si riduce fino alla quota fissa di 270 euro, mentre la rivalutazione ovviamente varia in base all'importo della pensione".

Come funziona con le aliquote

Il tasso di rivalutazione delle pensioni è stato pubblicato il 26 novembre in Gazzetta Ufficiale: il valore fissato è quasi del 2% (1,7% per l'esattezza) dopo il mancato adeguamento dell'anno in corso che ha scontato il periodo negativo dell'anno della pandemia (2020). Se la rivalutazione dovesse essere più bassa di quella prevista, la quota mancante sarà comunque recuperata nel 2023. In ogni caso, l'ottima notizia è che la perequazione delle pensioni potrà contare sul calcolo più importante avvenuto negli ultimi anni: come ci siamo occupati sul Giornale.it, l'aumento totale sarà applicato sulle fasce pensionistiche che arrivano a quattro volte il minimo (26.680 euro l'anno), al 90% per quelle da quattro a cinque volte e al 75% sopra il numero 5, quindi al di sopra dei 33.475 euro lordi ogni anno. Il costo totale è intorno a 4,7 miliardi.

Le nuove aliquote hanno i seguenti "scaglioni": la prima, cioè quella fino a 15mila euro di reddito lordi annui, resta invariata al 23%; quella al 27% prevista per redditi annui lordi tra 15mila e 28mila euro diminuisce fino al 25%; quella successiva del 38%, applicata ai redditi fino a 50mila euro lordi annui, scende fino al 35%. Eliminata la vecchia aliquota al 41%, una nuova al 43% sarà applicata a tutti i redditi lordi che superano i 50mila euro l'anno. Questi nuovi parametri saranno effettivi a partire dalle pensioni che si percepiranno da gennaio 2022.

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