Si terrà nel primo pomeriggio del prossimo 4 febbraio l'assemblea straordinaria dei soci del Monte dei Paschi che dovranno votare una serie di modifiche allo statuto sociale, compiendo così un passaggio propedeutico al rinnovo del cda, previsto in primavera. Il punto politicamente e strategicamente più rilevante riguarda l'introduzione della facoltà per il consiglio di amministrazione uscente di presentare una propria lista di candidati per il rinnovo dell'organo, con possibilità di varare una lista condivisa con i principali azionisti.
All'ordine del giorno figurano, poi, la possibilità per l'assemblea ordinaria di aumentare oltre il 100% il rapporto tra componente variabile e fissa della remunerazione dell'amministratore delegato. Come ha avuto modo di ricordare il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti alla Camera, Luigi Lovaglio ha percepito un compenso "esponenzialmente inferiore" ai suoi colleghi Ceo. Previsto, inoltre, l'aggiornamento delle regole per la sostituzione degli amministratori in corso di mandato, la modifica delle norme sulla rieleggibilità degli amministratori con rimozione del limite dei tre mandati (consentendo la rielezione del presidente Nicola Maione) e conseguente abrogazione della deroga per l'amministratore delegato. Tra gli altri punti di discussione la concessione al cda, in assenza di decisione assembleare, della facoltà di nominare presidente e uno o due vicepresidenti, di cui uno con funzioni vicarie. Si aggiornerà, inoltre, la disciplina in caso venga presentata una sola lista per il cda e la riduzione alla quota minima di legge della percentuale di utili da destinare a riserva legale con eliminazione della riserva statutaria. La partecipazione degli azionisti ai lavori assembleari e l'esercizio del voto, viene specificato in una nota, potranno avvenire esclusivamente tramite conferimento di delega al rappresentante designato senza possibilità di partecipazione fisica o in audioconferenza. Potranno, invece, essere presenti fisicamente gli organi sociali e gli altri soggetti autorizzati.
L'efficacia delle modifiche statutarie resta subordinata, oltre al voto favorevole dei soci, all'approvazione della Bce, che nei giorni scorsi aveva chiesto alcune correzioni alla bozza di statuto ricevuta in novembre e il via libera definitivo non è ancora arrivato, anche se ormai sembra scontato. Nel frattempo, Delfin non commenta le notizie relative alle mosse dei grandi soci, secondo cui la holding della famiglia Del Vecchio potrebbe cedere la quota del 17,5% in Mps, con Unicredit che starebbe guardando alla partecipazione.
La mossa, come scritto dal Giornale, potrebbe ridurre le frizioni tra gli eredi e allontanare sospetti di un presunto asse con Caltagirone. In Piazza Affari Mps ha festeggiato volando sui massimi e mettendo a segno un rialzo del 2,41% a 9,35 euro.