Mutuo senza busta paga? Come ottenerlo

Ottenere un mutuo per i lavoratori autonomi è molto più complicato rispetto ai lavoratori dipendenti o del settore pubblico, ma le soluzioni ci sono. Ecco come procedere

Mutuo senza busta paga? Come ottenerlo

Per i lavoratori autonomi con Partita Iva non è sempre facil poter ottenere un mutuo per l'acquisto di un immobile. Per i lavoratori dipendenti, specie se attivi nel settore pubblico o con contratto a tempo indeterminato, il percorso è decisamente più agevole.

Cosa può fare, dunque, un lavoratore con Partita Iva? Per quanto difficoltoso, richiedere un mutuo non è impossibile. Le banche, ovviamente, hanno bisogno di avere una garanzia reddituale (busta paga, meglio se da lavoratore dipendente o nel settore pubblico) per procedere, ecco perché per i lavoratori autonomi ci sono delle difficoltà.

Mutuo per lavoratore autonomo: l'iter da seguire

Il lavoratore con Partita Iva, dunque, dovrà per forza fornire maggiori garanzie per ottenere il mutuo dalla banca. Nello specifico, si parla di ingresso di liquidità nella disponibilità del soggetto, che deve avvenire da un periodo di tempo abbastanza lungo e di "buona salute" dell'attività svolta dal richiedente. Non solo. Fra le garanzie richieste, anche quella della totale assenza di debiti pendenti e della disponibilità di fornire un anticipo sul prezzo di acquisto della casa (almeno il 20% del valore dell'edificio).

L'iter, tuttavia, non finisce qui. La banca richiederà al titolare di Partita Iva anche dei precisi documenti, ossia la dichiarazione dei redditi, gli estratti conto che serviranno a provare la solvibilità, l'iscrizione all'albo della professione (se presente), il bilancio dell'anno precedente la richiesta di mutuo e i documenti anagrafici del caso. Oltre a ciò, potrebbe essere inoltre richiesta la presenza di un garante con i requisiti reddituali che mancano al titolare di Partita Iva, come ad esempio un contratto di lavoro a tempo indeterminato, o una pensione.

Un'altra soluzione per ottenere un finanziamento dalla banca, potrebbe essere anche quella di stipulare una polizza assicurativa in grado di pagare la rata del mutuo anche nel caso in cui il lavoratore non possa farlo. È bene ricordare, inoltre, che anche alle Partite Iva è possibile ricorrere al Fondo di Garanzia Prima Casa, basta che abbiano un'età inferiore a 36 anni e che debbano effettivamente acquistare una prima abitazione.

Piano di ammortamento e di rientro

Quando si parla di piano di ammortamento e di rientro, ossia il programma di restituzione rateale di un debito, qualsiasi banca procederà secondo il principio che prevede che la rata non sia superiore ad un terzo delle entrate mensili di chi ha richiesto il mutuo. È dunque possibile optare per un piano di ammortamento con rata mensile o con rata trimestrale (soluzione, quest'ultima, spesso più vantaggiosa per trovare la liquidità necessaria, anche se maggiormente dispendiosa).

Del resto, con la crisi economica in atto e la difficoltà di trovare il cosiddetto "lavoro fisso", le banche hanno dovuto adeguarsi alla situazione per andare incontro anche ai clienti che hanno un lavoro precario, o comunque meno sicuro rispetto ad un contratto a tempo indeterminato o da dipendente pubblico. Basta pensare che, solo pochi anni fa, senza busta paga era impossibile ottenere un mutuo dagli istituti di credito. Solitamente le banche propongono ai lavoratori autonomi mutui della durata massima di 20 anni, con rata mensile, trimestrale o semestrale.

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