Mutuo a tasso variabile? Cosa accadrà (presto)

Secondo gli esperti, la crescita degli indici Irs, lenta ma costante, potrebbe portare ad una nuova corsa alle forme di finanziamento a tasso variabile

Mutuo a tasso variabile? Cosa accadrà (presto)

Con i tassi di interesse in lieve ma costante rialzo, pare arrivato il momento di agire per chi, ancora indeciso, è alla ricerca di un mutuo vantaggioso.

Abi ha infatti comunicato che il tasso medio sulle nuove operazioni è salito fino all'1.37% (a fronte dell'1.27% di gennaio e dell'1.30% di febbraio). Nel suo ultimo bollettino mensile, l'Associazione bancaria italiana ha altresì riferito che nel IV trimestre 2020 la percentuale di acquisti di abitazioni finanziati tramite mutuo ipotecario è passata dal 71,5% al 73,8%, mentre è lievemente diminuito il rapporto fra l’entità del prestito e il valore dell’immobile (76,7%).

I mutui in Italia

Restano in netta maggioranza (90%) i mutui a tasso fisso, anche se gli esperti non escludono una nuova impennata della tipologia a tasso variabile alla conclusione della stagione estiva. Nel IV trimestre 2020, per acquistare un immobile di 220mila euro con mutuo a 140mila euro in 20 anni a tasso variabile, lo Spread si attestava allo 0,8%, decisamente più alto (0,4%) dello Spread medio per una compravendita con le medesime caratteristiche ma a tasso fisso. Già dal I trimestre 2021, tuttavia, la situazione è cambiata, con la crescita degli indici Irs (quelli utilizzati dagli istituti di credito per definire le offerte di mutuo a tasso fisso). Tale aumento è stato fino ad ora arginato dalle banche sia sfruttando gli approvvigionamenti di liquidità a costi più contenuti dei mesi scorsi che approfittando del fatto che, causa pandemia e crisi economica, non si sono incrementate le richieste di accensione di nuovi mutui. È pertanto probabile, secondo gli esperti, che dal prossimo autunno possa ripartire la corsa ai tassi a mutuo variabile.

Le offerte

Muituisupermarket.it dà un quadro delle offerte al momento più vantaggiose. Unicredit, per un mutuo a tasso fisso di 200mila euro destinato all’acquisto di una prima casa, propone una rata mensile di 884,54 euro (Taeg 0,71%). Per le stesse condizioni, invece, Crédit Agricole presenta una rata mensile da 901 euro (Taeg 0,94 %), Intesa Sanpaolo da 906 euro con Taeg all'1,03%, Banco Bpm da 910 euro con Taeg all'1,07%, Bper da 915 euro (Taeg 1,12%), Bnl da 919 euro (Taeg all’1,18%), Mps da 1059 euro con Taeg al 2,83%.

Gli incentivi

Per aiutare i giovani "a mettere su famiglia", Mario Draghi ha annunciato inoltre l'istituzione di un mutuo al 100% destinato all'acquisto di una prima casa per contribuenti al di sotto dei 35 anni di età. Un'agevolazione che non prevede il versamento di un anticipo, con lo Stato a fare da garante al prestito. Nell'attesa che il provvedimento venga istituito in modo definitivo, al momento resta attivo il Fondo mutui prima casa di Consap (istituito 6 anni fa), che può contare su un fondo residuo di 206,9 milioni di euro su una base di partenza di 600 milioni. Anche in questo caso i destinatari sono gli under 35 con lavoro atipico o coppie composte da almeno un contribuente al di sotto dei 35 anni di età. A questo si affianca al momento il Decreto crescita (istituito 2 anni fa), che mette a disposizione delle giovani coppie un fondo di 100 milioni di euro per l'acquisto o la ristrutturazione di un immobile destinato a prima abitazione: un mutuo al 50% con tetto massimo di 250mila euro.

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