Adesso Berlino si prende tutto. Ecco che cosa "resta" all'Italia

Il 52% degli aiuti fin qui approvati da Bruxelles riguarda la Germania. Calcolatrice alla mano si tratta di quasi mille miliardi di euro. E gli altri? Briciole, o quasi

Adesso Berlino si prende tutto. Ecco che cosa "resta" all'Italia

La solidarietà di Bruxelles è solo un'illusione e l'ennesima dimostrazione arriva direttamente dalla Germania. Il governo tedesco, ancora una volta, ha usufruito di una sorta di ''corsia privilegiata'' con la quale ha ottenuto un trattamento di cortesia a dir poco sproporzionato se raffrontato a quello toccato agli altri Paesi membri.

Come sottolinea Il Sole 24 Ore, la direzione generale della Concorrenza della Commissione europea ha fin qui autorizzato quasi 1.900 miliardi di euro di aiuti da parte degli Stati alle proprie aziende per far fronte all'emergenza economica provocata dal Covid-19. Piccola parentesi: a differenza di marzo adesso l'Ue ha fatto qualche passo avanti, semplificando le procedure di accesso agli aiuti e semplificando i tempi e consentendo ai singoli governi di attingere a piene mani alla massima flessibilità in materia di aiuti di Stato. Anche perché l'obiettivo è uno: ridare ossigeno a un'economia, quella dell'intero continente, ormai messa in ginocchio dalla diffusione su larga scala del virus. E così, fino allo scorso 30 aprile, è arrivata la fumata bianca per 127 misure nazionali, relative a 26 Stati membti e Regno Unito.

Attenzione però, perché, come spiega un portavoce della stessa direzione generale della Concorrenza, ''vi sono enormi differenze nell'ammontare degli aiuti concessi dagli Stati membri, che sembrano proporzionati alle disponibilità di finanza pubblica che ciascun Paese ha e alla dimensione delle rispettive economie''.

Germania avvantaggiata

Scendendo nel dettaglio notiamo come il 52% degli aiuti fin qui approvati riguardi la Germania. Calcolatrice alla mano si tratta di quasi mille miliardi di euro. E gli altri? Briciole, o quasi. Italia e Francia si devono accontentare del 17% degli aiuti autorizzati, cioè di appena 320 miliardi a testa. Il Regno Unito è fermo al 4%, il Belgio al 3%. Gli altri non arrivano neppure alla soglia del 2% degli aiuti complessivi. E tra questi ultimi rientra anche la Spagna, uno dei Paesi europei più colpiti dal Covid-19 assieme all'Italia.

Il rischio di un simile meccanismo è che la crisi sanitaria simmetrica possa provocare una crisi economica asimmetrica, con Paesi avvantaggiati e altri lasciati al proprio destino, ma soprattutto con un mercato distorto. Al termine della pandemia sarà quindi importante scongiurare che l'Ue si ritrovi tra le mani enormi divari tra nazioni ricche e povere.

Un altro rischio, ha spiegato sempre il solito portavoce, è che alcuni Stati possano ricoprire di soldi le proprie imprese, rafforzandole rispetto alle aziende di altri Paesi e compromettendo le logiche del mercato unico Ue. E sarebbe proprio per scongiurare questo rischio che Bruxelles ha intenzione di continuare a controllare gli aiuti di Stato. In mezzo ano scenario del genere nazioni come la Germania continuano a godere di vantaggi piuttosto evidenti.

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