Orcel prenota la plancia di Unicredit

Oggi un cda della banca. Il manager batte Gallia e Valeri sul filo di lana. Titolo +5%

Sarà Andrea Orcel a subentrare alla guida di Unicredit al posto del dimissionario Jean Pierre Mustier. A quasi due mesi dall'annuncio dell'addio del manager francese, salvo imprevisti, oggi il cda di Piazza Gae Aulenti dovrebbe formalizzare la designazione al timone della seconda banca italiana del top banker noto come deal maker per aver chiuso alcune delle principali operazioni in ambito bancario degli ultimi anni (comprese le nozze tra Unicredito e Credito italiano del 1998). Non solo. Il manager sarebbe disposto ad assumere gratuitamente la guida di Unicredit per il primo anno di mandato, forte di un assegno da 47 milioni che, secondo indiscrezioni di stampa, potrebbe incassare da Banco Santander per l'assunzione sfumata del 2019. La battaglia giudiziaria che contrappone il banchiere all'istituto spagnolo dovrebbe chiudersi quanto prima con una transazione, probabilmente prima della prossima udienza del 10 marzo e comunque prima dell'assemblea del 15 aprile chiamata a eleggere il nuovo board di Unicredit. Nella lista di candidati proposti dal cda uscente il nome di Orcel affiancherà quello del designato presidente Pier Carlo Padoan, cooptato in cda lo scorso autunno. E il mercato applaude: il titolo di Piazza Gae Aulenti ha chiuso la seduta in Piazza Affari a 4,75 euro in rialzo del 4,5%, ma ancora lontani dai 9,09 euro a cui il titolo era negoziato, prima che le indiscrezioni dell'au revoir di Mustier si concretizzassero.

La candidatura di Orcel, tra i nomi più accreditati nella short list arrivata all'esame del comitato nomine di Unicredit, ha preso letteralmente il volo nelle ultime ore, distanziando altri finalisti come Fabio Gallia, direttore generale di Fincantieri e ex ad di Bnl e Cdp, e Flavio Valeri ex numero uno di Deutsche Bank che avrebbe goduto, tra l'altro, dell'appoggio di Fabrizio Palenzona, vicepresidente di Unicredit fino al 2017 e pronto a rientrare in gioco dopo aver tessuto i rapporti di pacificazione tra Ubi e Intesa.

Classe 1963, romano di origine ma con studi ed esperienze internazionali, Orcel ha convinto tutti i maggiori azionisti di Unicredit a iniziare dagli investitori istituzionali esteri che rappresentano il 77% circa del capitale del gruppo, le storiche Fondazioni (CariVerona ha in mano l'1,79% e Crt l'1,64%) e Leonardo Del Vecchio (all'1,92%). Quest'ultimo avrebbe gradito anche la candidatura di Gallia, che stima professionalmente.

La sfida da raccogliere per Orcel, per vent'anni in Merrill Lynch a Londra e poi alla guida dell'Investment banking di Ubs fino al 2018, è particolarmente ardua. Il nuovo corso dovrà prevedere un rilancio, un impulso alle attività industriali e fare i conti con gli strascichi del Covid. Uno dei primi fascicoli che il deal maker si troverà a dover studiare è quello di Mps: un deja vù posto che, da investment banker in Merrill Lynch, il banchiere è stato coinvolto nell'acquisizione di Antonveneta da parte di Mps, un'operazione che, nel tempo si è rivelata disastrosa per Rocca Salimbeni. Da tempo il Tesoro (che di Rocca Salimbeni ha il 64% del capitale) è in pressing su Piazza Gae Aulenti: a giudizio del Mef, infatti, Unicredit sarebbe il solo istituto italiano in grado di integrare la banca senese. Finora i risultati sono stati scarsi visto che, nonostante la ricca dote ventilata, manager e azionisti di Piazza Gae Aulenti non hanno mostrato particolare entusiasmo. Ma tutto ha un prezzo e potrebbe essere uno dei primi compiti del nuovo ad quello di presentare il conto al Tesoro.

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