Perché la pensione di aprile ha una sorpresa sull'assegno

A causa della prosecuzione dell'emergenza sanitaria, continua l'anticipo del pagamento degli assegni

Perché la pensione di aprile ha una sorpresa sull'assegno

L'emergenza sanitaria in atto ha spinto ad anticipare il pagamento delle pensioni anche per quanto riguarda il mese di aprile, così da evitare il rischio di assembramenti e consentire in modo ordinato lo svolgimento delle operazioni di ritiro degli assegni presso gli uffici postali.

Confermata quindi, come stabilito dall'ordinanza della Presidenza del consiglio dei ministri dello scorso 12 febbraio, la modalità di pagamento a scaglioni: pagamento che invece, per coloro i quali ricevono la pensione con accredito sul conto corrente, è già avvenuto con data di valuta 1 aprile. Trattandosi di un anticipo del versamento della pensione, il diritto al rateo si matura comunque il primo giorno bancabile del mese e, nel caso in cui si ricevessero e ritirassero delle somme non dovute, l'Inps provvederebbe in seguito a chiederne la restituzione. Ogni pensionato ha comunque sempre la possibilità di verificare personalmente il proprio cedolino ed i dettagli relativi all'importo dell'assegno accedendo al servizio online predisposto dall'Istituto.

Cedolino di aprile

Alcuni assegni del mese in corso risultano essere più leggeri. In primis le cosiddette "pensioni d'oro", sulle quali da febbraio sono state effettuate delle operazioni di controllo per verificare la congruità degli importi trattenuti lo scorso anno a titolo di riduzione. Nei casi in cui sia risultato un conguaglio negativo sono subito scattate le procedure per il recupero delle somme non dovute: sul rateo di aprile viene effettuato il recupero della terza (su quattro totali) rate in cui è stato suddiviso il conguaglio.

Trattenute fiscali

Tra le altre voci che possono ridurre l'assegno pensionistico, oltre al consueto Irpef mensile, vi sono le addizionali regionali e comunali relative allo scorso anno, recuperate nel 2021 con trattenute suddivise in 11 rate. Resta valida, inoltre, la trattenuta per l'addizionale comunale in acconto per il 2021: iniziata nello scorso mese di marzo, andrà avanti fino al prossimo novembre.

Continua anche il recupero delle trattenute Irpef 2020 in quei casi in cui queste siano state inferiori a quanto dovuto annualmente dal contribuente. Se si tratta di contribuenti che beneficiano di un importo complessivo dei trattamenti pensionistici inferiore ai 18mila euro l'anno, in caso di recupero di cifre superiori ai 100 euro la rateazione viene estesa fino all'11° mese dell'anno in corso.

Se invece il contribuente è beneficiario di un trattamento pensionistico superiore ai 18mila euro l'anno, o qualora il debito sia inferiore ai 100 euro per coloro che ricevono complessivamente meno di 18mila euro annui, il debito di imposta viene applicato sulle prestazioni che vengono erogate dal 1° di marzo (con azzeramento delle cedole nei casi in cui le imposte risultino superiori o uguali alle relative capienze).

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