Pensioni, la metà incassa senza aver mai versato contributi

La metà dei pensionati non incassa vere e proprie pensioni ma benefici assistenziali sui quali non gravano imposte. L'Irpef grava tuttavia sul 40% di chi prende più di 1.200 euro al mese

Il settimo Rapporto sul bilancio del sistema previdenziale italiano realizzato dal Centro studi e ricerche di Itinerari Previdenziali sui bilanci degli enti previdenziali contiene alcuni importanti dati diffusi annualmente dall'Istat e riguardanti le pensioni.

Per prima cosa, spiega Il Corriere della Sera, la situazione generale è più sfavorevole per chi ha un assegno medio o medio alto. Questi soggetti devono infatti fare i conti da una parte con le prestazioni non indicizzate all'inflazione e dall'altra con i tagli “non scientifici” nel caso del superamento della soglia dei 100mila euro annui.

Ci sono 16 milioni di pensionati. La metà di loro è totalmente oppure parzialmente assistita dallo Stato. Scendendo nel dettaglio, quasi 800mila pensionati (il 5,12%) usufruiscono della pensione o assegno sociale: significa che fino a 66 anni non hanno mai versato contributi sociali né imposte dirette. In altre parole sono risultati per anni sconosciuti al fisco.

Senza fare troppe domande, lo Stato paga senza discutere. Nessuno chiederà a uno dei soggetti citati di cosa vive; basta soltanto che abbia presentato un Isee.

Pensioni e contributi

Ma quanto appena detto vale anche per i 2,9 milioni di pensionati che beneficiano dell'integrazione al minimo, ovvero 513 euro al mese. Si tratta di ex lavoratori parzialmente sconosciuti al fisco perché in 67 anni di vita non sono riusciti a versare 15/17 anni di contribuzione. Lo Stato non chiede cosa hanno fatto negli anni precedenti: a fronte di un Isee, paga e basta.

La lista prosegue con altri 800mila pensionati che godono della maggiorazione sociale, cioè di 630 euro al mese per 13 mesi. Quindi troviamo i pensionati che beneficiano di un sussidio perché per 66 anni non hanno pagato tasse e contributi. A seguire ecco circa 160mila pensioni di guerra riferite al conflitto terminato nel 1945.

Ci sono poi più o meno 2,4 milioni di pensionati ai quali viene erogata la quattordicesima mensilità, unita ad altre prestazioni assistenziali di cui sopra. E infine troviamo 2.743.988 prestazioni di invalidità civile, tra chi ha solo invalidità con la sola indennità e chi è precettore di entrambe le prestazioni.

La metà dei pensionati, pur non avendo versato contributi, non incassa vere e proprie pensioni ma benefici assistenziali sui quali non gravano imposte. L'Irpef grava tuttavia sul 40% dei pensionati che prendono più di 1.200 euro al mese e sul 24,7% di ex lavoratori con prestazioni di oltre 2mila euro.

Commenti

cir

Mer, 12/02/2020 - 18:22

e la maggior parte sono gli artigiani e commercianti che pagavano il minimo indispensabile per legge, sono quelli che si lamentano di avere lavorato una vita e prendono una pensione minima...