Pirelli taglia i costi e punta sul green

Previsti ricavi a 5,8 miliardi. Tronchetti: «Obiettivi realistici in un contesto difficile»

«Il piano industriale al 2022 è basato sulla centralità del segmento pneumatici ad alto valore, sullo sviluppo delle tecnologie e su una forte efficienza dei costi (510 milioni al lordo dell'inflazione). Seguiamo, inoltre, l'evoluzione dell'auto elettrica (rappresenterà circa un terzo della produzione Premium/Prestige) e realizziamo prodotti che aiutano a contenere energia e ridurre le emissioni. Dai nuovi pneumatici e processi deriveranno 160 milioni di risparmi. Possiamo, inoltre, contare sulla generazione di un flusso di cassa elevato (1,5 miliardi nel triennio) grazie agli investimenti fatti nel passato».

Marco Tronchetti Provera, vicepresidente esecutivo e ad di Pirelli, spiega la presentazione ritardata di alcuni mesi dei programmi, «allo scopo di avere una visione maggiore del mercato». E aggiunge: «La nostra è un'interpretazione realistica rispetto alla difficile situazione attuale». Il riferimento è agli effetti del coronavirus soprattutto in Cina, dove Pirelli è presente in forze, e alle tante incognite relative alla trasizione energetica del settore automotive. Sulla Cina, comunque, dalla prossima settimana è prevista la graduale ripresa dell'attività dei 4mila lavoratori, vista anche l'annunciata riapertura delle fabbriche che producono auto, tra cui quelle di Fca, Gm e Toyota. La chiusura causata dall'epidemia impatterà in un calo dei volumi di vendita dell'80% questo mese e del 30% in marzo, un danno di 30 milioni a livello di Ebit «che sarà riassorbito - ha precisato l'ad - nell'anno».

E sull'azionista ChemChina, Tronchetti Provera rassicura il mercato: «La riorganizzazione dei soci cinesi non coinvolge Pirelli, il processo riguarda le attività dell'agrochimica. Per noi non cambia niente». La Bicocca, che detiene il 10% delle quote, ha la facoltà di crescere di un ulteriore 5% nei prossimi anni.

Immancabile la domanda sul nodo della successione e, in proposito, ecco un piccolo colpo di scena. Non c'è più una busta con il nome di un solo candidato a prendere, secondo gli accordi, nel 2023, il posto dell'attuale ad, bensì una lista di persone. «Adesso ho più nomi - ha sottolineato il top manager - e, quindi, la scelta può essere semplice nell'eventualità di una successione inaspettata. Voglio che Pirelli non abbia paura, credo ci siano tante persone che sarebbero felici di prendere la mia posizione». La Borsa dà fiducia alla visione di Tronchetti Provera: il titolo, ieri, ha guadagnato il 3,3% a 4,87 euro. Pirelli punta infatti a distribuire circa 0,5 miliardi di dividendo cumulato nell'arco del piano. Il gruppo prepara investimenti per circa 900 milioni e scommette su ricavi, nel 2022, pari a 5,8 miliardi (+3% di crescia media annua), un margine ebit adjusted, cioè il risultato della gestione industriale, in aumento tra il 18% e il 19% e una posizione finanziaria netta attesa a -3,3 miliardi nel 2020 e a -2,5 miliardi a fine piano. Il 2019, invece, è stato in linea con le attese: fatturato in crescita, aumento dei volumi degli pneumatici ad alto valore e riduzione del segmento «standard».

Tronchetti Provera ha fatto il punto sulle fabbriche nel mondo: 18 gli impianti, di cui 16 «auto», uno premium biciclette (Bollate) e la moto (Indonesia). Previste 700/800 uscite su 31.500 dipendenti, a fronte di 300 assunzioni. Per il sito di Bollate (Milano) ci sarà un futuro di pneumatici di alta gamma per le biciclette. L'ad di Pirelli ha infine precisato che «non ci sono piani per una combinazione con altre aziende», pur essendo la Bicocca «sempre aperta a una combinazione che possa creare valore». Ancora una volta erano circolate voci su possibili nozze con la finlandese Nokian Tyres.

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