La plastic tax per finanziarie gli aiuti Ue: a gennaio è pronto il salasso

La plastic tax scatterà il 1 gennaio 2021. Si tratta di un "contributo nazionale calcolato sul peso dei rifiuti di imballaggi in plastica non riciclata". Ammonterà a 0,80 euro per chilogrammo

La plastic tax per finanziarie gli aiuti Ue: a gennaio è pronto il salasso

Il negoziato sugli aiuti economici post Covid per i Paesi membri dell'Ue si è chiuso con un Recovery Fund da 750 miliardi, 390 dei quali sovvenzioni a fondo perduto e i restanti 360 prestiti. Nelle tasche dell'Italia finiranno 127 miliardi di prestiti e 80 di grants. Il problema principale, al netto della quantità delle risorse, è che questi soldi non arriveranno nel breve periodo. Non solo: prima di poter maneggiare i fondi, gli Stati dovranno fare i conti con l'impatto di varie tasse, tra cui la plastic tax europea.

Anche perché il Consiglio è stato costretto a trovare un compromesso sull'aumento delle risorse proprie per far fronte ai vari fondi da distribuire nell'Eurozona. In altre parole, l'Europa ha dovuto mettere i puntini sulle i per trovare nuove entrate con cui finanziare il debito.

Che cos'è e come funziona la plastic tax

Tra queste entrate troviamo anche la tassa sulla plastica (plastic tax), che entrerà in vigore a partire dal prossimo primo gennaio 2021. Tutto è stato messo nero su bianco da Bruxelles nelle conclusioni del Consiglio europeo straordinario andato in scena dal 17 al 21 luglio.

Alla voce "New Own Resources" viene spiegato in che cosa consiste la plastic tax. Si tratta di una "nuova risorsa propria" formata da una "quota delle entrate" proveniente da un "contributo nazionale calcolato sul peso dei rifiuti di imballaggi in plastica non riciclata". Da un punto di vista economico la tassa ammonterà a 0,80 euro per chilogrammo, "con un meccanismo per evitare un impatto eccessivamente regressivo sui contributi nazionali".

Nello stesso documento si legge qual è il piano dell'Europa. Nel primo semestre del 2021 la Commissione presenterà altre proposte sul meccanismo di adeguamento delle frontiere del carbonio, prelievo digitale e sul sistema ETS (Sistema Europeo di Scambio di Quote di Emissione) rivisto, con una sua eventuale estensione anche al trasporto aereo e marittimo.

Ombre sull'Italia

Il Recovery Fund, in termini di risorse, è "sufficiente" ma "siamo molto preoccupati per le tempistiche di erogazione", "per le condizionalità" e "per le nuove tasse". A parlare è Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d'Italia al Parlamento europeo.

A tutto questo, ha aggiunto lo stesso Fidanza, "si aggiunge l'impatto della plastic tax europea che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2021 e sarà un salasso per un settore già penalizzato dalle scelte del governo Conte".

Durissimo anche Matteo Salvini, che alla Camera ha disegnato un quadro ancora più cupo. "La realtà prevede che l'intesa prevede un prestito a precise condizioni imposte dall'Europa. Noi vigileremo che queste condizioni non significhino nuove tasse, come la plastic tasse che mette a rischio 20mila posti di lavoro", ha dichiarato il leader del Carroccio. In mezzo a tutto questo il tempo scorre, gli aiuti ancora non ci sono e all'orizzonte si iniziano a intravedere nuove tasse.

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