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"Il porto di Palermo lancia la sua sfida ma per crescere servono investimenti"

La presidente Adsp Annalisa Tardino: "Occorre fiscalità di vantaggio"

"Il porto di Palermo lancia la sua sfida ma per crescere servono investimenti"
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Dopo la nomina alla guida dell'Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, arrivata su indicazione del ministro Matteo Salvini e del presidente della Regione Renato Schifani, Annalisa Tardino punta a rafforzare il ruolo strategico dei porti siciliani in uno scenario internazionale in rapido mutamento. Il sistema che fa capo a Palermo ha superato il milione di passeggeri e guarda ora alle sfide europee.

Presidente, in che modo il sistema portuale di Palermo può diventare centrale nei nuovi equilibri geopolitici?

"Ci sono diversi elementi che possono determinare la centralità dell'autorità di sistema di Palermo. L'autorità è stata caratterizzata in questi anni da un'intensa evoluzione in positivo sulle infrastrutture e sulla crescita delle attività, sia a livello croceristico sia merceologico. Oggi il porto di Palermo è il quarto in Italia e il nono in Europa e l'intero sistema ha superato un milione di passeggeri. Tutto quello che sta succedendo a livello geopolitico e i nuovi intendimenti dell'Unione europea possono portare una maggiore centralità, soprattutto su energia e sicurezza".

Lei chiede più attenzione europea verso il Sud. Perché?

"L'Europa ha cambiato passo perché probabilmente si sta rendendo conto che guardare solamente al Nord non è produttivo. Rafforzare la Sicilia significa rafforzare l'Italia e anche l'Europa. Quindi un contributo dal Sud, finalmente, piuttosto che solo dai grandi porti del Nord".

Le zone franche logistiche possono essere una soluzione concreta?

"Credo che le zone franche logistiche siano di fondamentale importanza, anche perché i nostri dirimpettai africani lavorano con meccanismi diversi e con minori vincoli che consentono un'espansione più veloce. Quella potrebbe essere una misura che potrebbe agevolarci".

Serve anche una revisione della fiscalità portuale?

"Certamente sì, sarebbe di fondamentale importanza prevedere anche un meccanismo di fiscalità di vantaggio e incidere a livello europeo sulla normativa sugli aiuti di Stato. Non è un vantaggio campanilistico: rafforzare la Sicilia significa rafforzare l'Italia".

Il governo italiano sta facendo abbastanza in Europa?

"Credo che il nostro Governo stia facendo quello che non è mai stato fatto da decenni a questa parte. Oggi l'Italia si sta facendo valere di più rispetto al passato in cui invece abbiamo subito le scelte di altri. La direzione è quella giusta, certamente c'è ancora molto da fare".

Le normative green sono un problema per il settore marittimo?

"Comportano un aggravio di costi e una perdita di competitività. Tutto il cluster marittimo ha dimostrato come le normative green, questo green ideologico, abbiano comportato un costo vivo importante che non si riesce a compensare. Noi siamo per la tutela dell'ambiente, tant'è che stiamo lavorando al cold ironing in cinque porti su sette, ma abbiamo bisogno di compensazioni perché l'adeguamento ha un costo importante".

Quanto conta la presenza italiana nei tavoli europei?

"È fondamentale esserci. Dovremo evitare che si ripeta l'errore commesso con gli Ets: impegnarsi sul fronte normativo europeo può sembrare una perdita di tempo, ma è una scelta a lungo termine e proficua".

Qual è la sua priorità?

"Sicuramente che il porto di Palermo sia il grande porto del Mediterraneo su tutti i fronti".

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