Pensioni, ci prendono in giro Ecco il "trucco" per tagliarle

Il taglio prolungato sugli importi sparisce dal testo della manovra ma resta nella relazione illustrativa. E adesso è caos

Pensioni, ci prendono in giro Ecco il "trucco" per tagliarle

Sulle pensioni il governo ci prende in giro. Come altro si può definire il balletto assurdo che si sta vivendo in queste ore con le bozze della manovra, corrette e poi cambiate ancora che vanno a definire il panorama previdenziale dei prossimi due anni. Partiamo dall'inizio. Il Giornale.it vi ha parlato di due aspetti piuttosto importanti degli ultimi giorni: il primo riguarda la mossa dell'esecutivo che nella prima bozza della manovra ha di fatto prolungato il taglio delle rivalutazioni fino al 31 dicembre del 2022. In seconda battuta vi abbiamo mostrato il cambiamento del testo della manovra che ritocca con sole 3 parole proprio la scadenza del sistema delle perequazioni per difetto. Adesso a questo quadro si aggiunge un altro colpo di scena. Ieri pomeriggio il Cdm ha dato il via libera alla legge di Bilancio.

Ma sulle pensioni è scoppiato il caos sfociato poi in un vero e proprio giallo. Infatti, secondo alcune indiscrezioni la modifica temporale sulla fine del regime penalizzante delle rivalutazioni sarebbe scomparsa. E questo aveva fatto ben sperare. Con l'eliminazione del ritocchino sul testo di fatto a partire dall'1 gennaio 2022 tornerebbe un sistema premiante sulle rivalutazioni degli assegni con aumenti più generosi: 100% fino a 4 volte il minimo, 90% tra 4 e 5 volte il minimo e 75% sopra questa soglia. Attualmente invece il sistema prevede una rivalutazione per le pensioni fino a 4 volte il minimo la rivalutazione sarà del 100%, del 77% per gli importi fino a 5 volte il minimo, del 52% tra 5 volte e 6 volte il minimo, del 47% oltre 6 volte, del 45 oltre 8 volte e solo del 40% oltre 9 volte il minimo. Nell'ultima legge di Bilancio, quella del 2019 era stato spostata dal 97 a 100% la quota di rivalutazione per gli importi fino a 4 volte il minimo: una mancia.

Detto questo andiamo al punto: a quanto pare il pericolo di un taglio prolungato per altri due anni non è affatto scongiurato. Il motivo? Il governo gioca a nascondino col testo. Infatti la Spi-Cgil, sindacato dei pensionati ha alzato il velo sul nuov trucchetto dell'esecutivo: "L'ultimo testo della legge di bilancio - riferisce il Sindacato pensionati della Cgil - al momento prevede solo il recepimento della sentenza della Corte costituzionale sul contributo di solidarietà per le pensioni sopra i 100mila euro lordi annui e non fa alcun riferimento alla proroga del blocco. Riferimento che invece è contenuto nella relazione illustrativa, non fugando quindi il dubbio che si intenda intervenire in questa direzione". "Ci fidiamo ancora poco - continua lo Spi-Cgil - e per questo riteniamo che serva un atto esplicito da parte del governo e che di questo se ne debba discutere nell'incontro che si terrà oggi pomeriggio con i Sindacati". Insomma la sforbiciata è uscita dal testo per restare lì nella relazione illustrativa. Ed è per questo motivo che toccherà attendere il testo che verrà trasmesso alle Camere per capire bene quale sarà il destino degli assegni di milioni di pensionati che attendono ormai da più di 8 anni una rivalutazione piena dell'assegno.

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