Rifare bagno e cucina? C'è il bonus idrico: come richiederlo

A disposizione dei contribuenti 1.000 euro per cambiare rubinetti, docce e alcune ceramiche di bagni e cucine

Pubblicato il decreto sul bonus idrico. Ecco come funziona

Il ministero della Transizione ecologica ha firmato il decreto attuativo per regolare il funzionamento del bonus idrico. Misura inserita nell’ultima legge di Bilancio per incentivare il risparmio di acqua all’interno delle abitazioni. I contribuenti avranno a disposizione una dotazione finanziaria di 20 milioni di euro per cambiare i rubinetti di bagno e cucina, sostituire alcune ceramiche del bagno e intervenire sui soffioni della doccia. Ogni proprietario di casa potrà contare su un incentivo massimo pari a 1.000 euro: potranno essere coperti dall’intervento pubblico solo i lavori e gli acquisti effettuati entro il 31 dicembre. Per essere certi di usufruire del finanziamento è bene non perdere tempo. Il provvedimento firmato dal ministro Roberto Cingolani è netto sul tema delle tempistiche: "Il bonus sarà emesso secondo l’ordine temporale di arrivo delle istanze fino ad esaurimento delle risorse".

A guidare le scelte dei contribuenti dovrà essere la portata dei nuovi impianti che si intende installare. I rubinetti dovranno avere una portata massima pari a sei litri al minuto, i soffioni della doccia e la relativa colonna potranno invece arrivare a una portata di nove litri per minuto. È possibile far rientrare nel bonus anche i lavori di muratura all’interno del bagno e gli interventi sui tubi posti all’interno delle pareti. Il decreto prevede anche l’incentivazione all’acquisto di alcuni sanitari. Anche in questo caso guida la portata: "Fornitura e posa in opera di vasi sanitari in ceramica con volume massimo di scarico uguale o inferiore a 6 litri e relativi sistemi di scarico".

Dopo la pianificazione dei lavori sarà necessario richiedere il bonus. Quali sono le operazioni necessarie per usufruire del contributo pubblico? Per ottenere il rimborso, i beneficiari devono presentare istanza registrandosi su una Piattaforma accessibile dal sito del ministero della Transizione ecologica, previa autenticazione accertata attraverso SPID, oppure tramite Carta d’Identità Elettronica. Oltre agli elementi anagrafici sarà necessario fornire tutte le specifiche tecniche dei manufatti installati nel bagno o in cucina. Chi sta effettuando una ristrutturazione o dei lavori collegati al superbonus 110% deve prestare attenzione. La procedura studiata dall’amministrazione impone infatti di precisare che per gli stessi lavori non si è usufruito di altri incentivi pubblici. All’istanza di rimborso deve essere poi allegata copia della fattura o della documentazione commerciale. Sarà necessario indicare le coordinate bancarie del conto corrente dove si desidera ricevere il rimborso da parte del ministero. Il decreto – per evitare futuri problemi interpretativi – precisa che il rimborso non costituisce reddito imponibile e non dovrà essere considerato per il calcolo dell’Indice sulla situazione economica equivalente-Isee.

Commenti