Quando finiscono gli incentivi si spegne anche l'auto elettrica

Mercato Ue in crescita a gennaio. Ma il green crolla in Germania (-13,2%) che fa peggio dell'Italia

Quando finiscono gli incentivi si spegne anche l'auto elettrica

Anche la Germania, presa come il modello più virtuoso verso la mobilità elettrica (+32,3% le immatricolazioni nel 2022 e una quota di mercato del 18%), apre l'anno con un dato in forte ribasso: -13,2%, peggio dell'Italia (-8,7% per le auto a batteria).

Bilancio negativo e anche per la Svezia (-18,5%), in un contesto generale che ha comunque visto la penetrazione dell'elettrico salire al 9,5% dall'8,6% del gennaio 2022, grazie al +22,9% delle immatricolazioni, cioè 71.984 unità. «In Germania - spiega Gian Primo Quagliano (Centro studi Promotor) - si nutrono preoccupazioni per le vendite di auto elettriche dovute anche al venir meno di sussidi statali».

L'ecobonus tedesco scende, infatti, da 6mila a 4.500 euro per le elettriche fino a 40mila euro; da 5mila a 3mila euro per quelle fino a 65mila euro. La riprova che senza adeguati sostegni questo mercato va in crisi. Fa però eccezione l'Italia, dove gli incentivi per l'elettrico ci sono, ma il pubblico li snobba. «È ancora disponibile il 95,2% dello stanziamento per le auto con emissioni di CO2 da 0 a 20 grammi per chilometro e il 96,3% per quelle con emissioni di CO2 da 21 a 60 grammi (ibride ricaricabili), mentre i bonus relativi alla fascia 61-135 grammi (motori tradizionali) si sono esauriti il 7 di febbraio», aggiunge Quagliano.

A livello generale, comunque, in gennaio le vendite nell'Ue sono cresciute dell'11,3% (760.041 unità), ma sempre distante dai livelli pre-pandemia; un avvio d'anno positivo, «anche in gran parte dovuto - sottolinea Acea, l'Associazione dei costruttori europei - a una base di confronto insolitamente modesta nel 2022, quando è stato raggiunto il volume di gennaio più basso in assoluto». Tre i mercati che hanno contribuito di più al dato: Spagna (+51,4%) e Italia (+19%). Giù anche come vendite generali, invece, la Germania, che è risultata in calo del 2,6 per cento.

Altro dato indicativo, all'indomani della decisione del Parlamento Ue sul «tutto elettrico» dal 2035, a scapito delle alimentazioni tradizionali: la benzina resta la tipologia di carburante più popolare (quota del 37,9%) con l'opzione ibrida, senza spina, che accelera. Questi ultimi volumi sono cresciuti del 22,1% a 197.982 unità: Spagna +59,3%, Italia +24,7%, Germania +19% e Francia +12,5%. Da qui una quota di mercato del 26% (+2,3% in un anno). Per tutta risposta, è invece negativa la domanda di auto ibride con la spina (plug-in), quelle dove si può scegliere se muoversi con il carburante oppure la sola batteria: -9,9%, a 53.649 unità, e una quota che scende al 7,1 dall'8,7 percento. E anche qui la Germania, fino al 2022 il mercato numero uno per questi veicoli, segna il dato peggiore: -53,2 per cento.

Tiene duro, nonostante il -1,6% di

gennaio (15,9% di quota) il Diesel: Spagna +59,4%, Italia +15,5%, Francia +11,9% e Germania +3,5%. Tra i costruttori, nell'Ue, Volkswagen Group +10,6% (26% di quota), Stellantis +0,9% (18,6%) e Renault Group +24,6% (11,7%).

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