Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 23:05
Economia

Quota 103 e stretta sul reddito grillino: cosa cambia

Questa settimana è cruciale per l’approvazione della legge di Bilancio e l’argomento pensioni continua a tenere banco

In pensione subito? Come avere (e cosa è) Quota 82

La scadenza di Quota 100 il prossimo 31 dicembre sembra essere il nodo più complicato da sciogliere per il governo Draghi e le forze politiche di maggioranza, ma la soluazione potrebbe essere Quota 103. Questa settimana è cruciale per l’approvazione della legge di Bilancio e l’argomento pensioni continua a tenere banco. Chiaramente, le decisioni dei prossimi giorni avranno ricadute importanti a medio e lungo termine ed è per questo motivo che la scelta è molto complicata. I partiti oramai si sono defilati, lasciando il cerino in mano all’esecutivo. Troppe le distanze tra il consiglio dei ministri e i vari leader delle formazioni politiche alleate, ma trovare una soluzione per la scadenza di Quota 100 è un obbligo, dato che il ritorno allo scalone della legge Fornero non piace quasi a nessuno.

Spunta il piano pensioni: subito Quota 102. Poi cambia tutto (ancora)

Nella legge di Bilancio, però, ci sarà anche altro, perciò l’esecutivo sta stringendo i tempi per arrivare a una conclusione. L’orientamento del premier Mario Draghi e del ministro dell’Economia Daniele Franco, come riporta il Corriere della Sera, è di procedere con Quota 103, ossia una soluzione intermedia tra quelle studiate in precedenza che potrebbe mettere d’accordo un po’ tutti. L'idea è rendere il provvedimento decisivo per convincere sia chi vorrebbe restare con Quota 100 e chi invece, pochi in verità, si rifà alla vecchia legge Fornero.

Quota 100, Salvini a Draghi "Sbagliato tagliare le pensioni"

Ma in che consiste Quota 103? Questa misura prevede l’uscita dal mondo del lavoro a 64 anni d’età e con 39 anni di contribuzione. Ora si attende la reazione dei partiti di maggioranza, anche se la partita da giocare è più ampia. Nel calderone c’è anche la questione del Reddito di cittadinanza che va rivisto, poiché la platea si sta ingrandendo più del previsto. Il rischio evidente è che il sistema possa implodere ed è ciò che il governo vuole evitare a tutti i costi. Si sta lavorando per intensificare i controlli per ridimensionare il numero delle truffe effettuate negli ultimi anni. I tagli sono inevitabili, anche perché di questo passo i costi, saliti a 9 miliardi di euro nel 2021, diventano insostenibili. Ciò è accaduto nonostante siano stati creati oltre 500mila posti di lavoro. Una stretta è necessaria per garantire un futuro al sussidio voluto fortemente e difeso a spada tratta dal Movimento 5 Stelle.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.