Rcs, la Borsa non crede alla causa di Blackstone

Il titolo stacca la cedola e limita il calo al 2,5%. "Azione infondata"

Rcs, la Borsa non crede alla causa di Blackstone

Il lodo Blackstone-Rcs ha infiammato Piazza Affari. L'arbitrato della Camera di Commercio di Milano di venerdì 14, da un lato non ha riconosciuto irregolarità nella cessione della sede storica di Via Solferino a Blackstone avvenuta nel 2013 a 120 milioni e contestata dall'editore, ma dall'altro ha anche respinto la lite temeraria invocata dal fondo Usa nei confronti di Rcs. L'attenzione si sposta ora a New York dove le 2 cause di risarcimento danni da 300 milioni l'una avviate da Blackstone alla Suprema Corte dello Stato nei confronti della società e del suo presidente Urbano Cairo (a cui il cda ha riconosciuto la manleva), sono state sospese nella primavera 2019 in attesa dell'esito del lodo arbitrale. Ieri Rcs ha contestato il riconoscimento della giurisdizione Usa sulla causa, ha precisato che «il preteso danno (avanzato da Blackstone) non risulta neppure quantificato» e ha ribadito che la causa sollevata dal fondo appare infondata. Secondo l'editore, la decisione dell'arbitrato di procedere alla compensazione delle spese della lite e di non riconoscere «un pretesto comportamento temerario e di mala fede di Rcs», porta a «evidenziare l'infondatezza delle domande avversarie». E la Borsa non pare credere eccessivamente a un eventuale esito negativo: Rcs ha chiuso a 0,746 euro, -6,14% che però, al netto dello stacco cedola di 0,03 euro per azione si riduce al 2,5%; mentre Cairo Communication, a cui fa capo il 59,6% dell'editore del Corriere della Sera, ha perso il 3,1 per cento.

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