Recchi: «Assunzioni da rivedere»

«Saranno meno delle 4mila previste. Il Jobs Act non ha la solidarietà espansiva»

«Telecom farà nuove assunzioni ma, anche alla luce del fatto che il governo non ha inserito nel Jobs Act la solidarietà espansiva, saranno meno dei 4mila annunciati». Lo ha detto ieri il presidente Giuseppe Recchi a Cernobbio.

«Si dovrà probabilmente riparametrare il piano nei tempi e nei modi», ha aggiunto sottolineando che una risposta arriverà lunedì dopo al riunione fissata al Ministero dello sviluppo economico con i sindacati proprio per parlare di esuberi. «La solidarietà espansiva sarebbe stato un modo per creare nuove assunzioni in una società che ha bisogno di un ricambio generazionale importante. Dobbiamo portare nuove energie, talenti e competenze, ma tutto quello facciamo deve essere economicamente sostenibile».

Quanto alle indiscrezioni sulla possibilità di un piano di conversione delle azioni di risparmio in ordinarie da 5,5miliardi la società ha specificato che «l'operazione, pur essendo stata nel passato oggetto di analisi, non è al momento allo studio». Le voci circolate ipotizzavano, già per quest'anno una conversione volontaria delle azioni risparmio con un rapporto unitario con le ordinarie, dietro un prezzo da pagare per la conversione. Nelle valutazioni che tali notizie vorrebbero in corso nella società l'operazione porterebbe a Telecom un incasso di 500 milioni. Il capitale ordinario della società è formato infatti da quasi 13,5 miliardi di azioni, mentre le risparmio sono poco più di 6 miliardi. Il titolo Telecom ha ceduto il 2,1% a 1,09 euro, in una giornata particolarmente pesante per tutto il listino. In controtendenza le risparmio che hanno guadagnato lo 0,2% portandosi a 0,92 euro.

Intanto sul fronte dello sviluppo della rete a banda ultralarga, l'ad di Metroweb, Alberto Trondoli, ha detto che l'accordo siglato con Wind e Vodafone sarà operativo entro la fine dell'anno. Il piano vedrebbe un perimetro di 500 città da cablare e un investimento complessivo di 4-5 miliardi euro che saranno stanziati da più soggetti. Del piano dovrebbe fare parte anche Telecom ma l'ex-monopolista, al momento, sta andando avanti da solo e, infatti, Trondoli ha specificato che «non sono previsti accordi a breve». Per Recchi lo stanziamento da parte del governo dei primi 2,2 miliardi per la banda ultralarga «è un passo importante nella giusta direzione».

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