Lo spread già oltre le previsioni costa all'Italia 750 milioni di euro

Nel Def il governo fa i conti con uno spread a 100 punti. Ma è già più alto del 25%. E la crisi greca potrebbe anche far precipitare la situazione

Lo spread già oltre le previsioni costa all'Italia 750 milioni di euro

"Nessun rischio contagio". Il sottosegretario dell'Economia Pierpaolo Baretta continua a ripeterlo. Mentre la Grecia si avvia pericolosamente verso il baratro, l'Italia si trova sempre più esposta a una nuova crisi economica che potrebbe portarla a incorrere nelle tragiche clausole di salvaguardia imposte dall'Unione europea. Perché, oltre a rimetterci i 40 miliardi di euro di aiuti versati da Roma nelle casse ateniesi negli ultimi anni, il premier Matteo Renzi si trova a dover fare i conti con lo spread. Il differenziale tra Btp decennali e Bund tedeschi oltre la soglia fissata nel Def di 100 punti base ci costa già 750 milioni di euro. Si tratta, come fa notare la Stampa, "della metà di ciò che Renzi sperava di utilizzare per finanziare il piano contro le povertà".

Il negoziato fra la Grecia e i suoi creditori rimane nel guado, ma rientra la prospettiva di una rottura immediata ipotizzata ieri dopo l’uscita di un ministro che minacciava di non ripagare il Fondo monetario internazionale. "Se l'Europa sarà in grado di gestire l'emergenza, se dimostreranno che il caso greco sarà stata una eccezione, i danni potrebbero essere contenuti - spiega Lorenzo Bini Smaghi, ex membro del consiglio direttivo della Bce, alla Stampa - in ogni caso, anche nella ipotesi in cui il nostro spread salisse al doppio di quanto scritto nei documenti ufficiali, significherebbe un aumento della spesa per interessi di almeno tre miliardi di euro". Nel Def licenziato dal ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan il governo contava su uno spread a 100 punti base. Peccato che il differenziale sia già più alto del 25%. Il ché, tradotto in soldoni, è un aggravio ulteriore per le casse pubbliche di circa 750 milioni di euro. Soldi che Renzi difficilmente troverà con agilità, se non mettendo mano a nuove tasse. L'anno, poi, è ancora lungo. E la crisi del debito greco non è ancora risolta. Pertanto lo spread tra Btp e Bund potrebbe anche alzarsi ulteriormente innescando una crisi di fiducia e azzoppando gli investimenti. Il tutto a discapito del pil che rischia di finire sotto quello striminzito +0,7% previsto dai tecnici di via XX Settembre.

Davanti a questo tragico scenario il responsabilie economico del Pd, Filippo Taddei, assicura: "Non credo ci troveremo mai davanti all'opzione default". La speranza, si sa, è sempre l'ultima a morire.

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