«Start-up» di tutto il mondo si sfidano per il successo

A Milano si apre la caccia allo Startup Factor, ovvero quel «non so che» decisivo per il successo di un'impresa al suo debutto. È quello che vuole scoprire Bloom, la tre giorni promossa da U-Start - la rete che raggruppa le migliori startup internazionali - dall'11 al 13 maggio, alla Fabbrica del Vapore.
Obiettivo, dare l'opportunità alle neo imprese di incontrarsi tra loro e con i protagonisti internazionali: imprenditori e investitori di successo sia italiani sia stranieri. Riflettori puntati, in particolare, sulle aree più dinamiche del mondo: Brasile, Russia e Sudafrica, in una parola i Brics. Con questa realtà in continua crescita, Bloom getta un solido ponte, articolato su tre pilastri. Si parte sabato con StartMiup: 20 startup italiane, che presentano il proprio business a una giuria di esperti.
La domenica è Startup Factor: le neo imprese italiane interessate a potenziare la loro visibilità, conoscenza dell'«ecosistema» internazionale e in cerca di finanziamenti per lanciare o far crescere il proprio business, vivranno un'intero giorno dedicato a loro con seminari, presentazioni, networking e incontri con imprenditori e investitori interessati a entrare in contatto, provenienti dall'Europa e dai Paesi emergenti. Proprio uno di loro affiancherà le startup per far comprendere meglio i criteri di investimento e le modalità di valutazione del loro progetto, in una gara che ha per premio la possibilità di girare un «pitch», la presentazione video spesso decisiva per ottenere lo sperato finanziamento. Già, perché un «pitch» non si improvvisa: dev'essere convincente, esauriente e soprattutto colpire fin dall'inizio, per catturare l'attenzione di un pubblico sofisticato come quello degli investitori e non perderla fino alla fine. La serata, invece, sarà dedicata al networking internazionale. Lunedì, la giornata finale, vedrà la presentazione delle migliori startup italiane - vincitrici dello Startup Factor - e internazionali e di 6 «rising stars», le stelle nascenti del settore, provenienti da tutta Europa.
Spazio anche agli acceleratori d'impresa, in pratica gli «allenatori» che traghettano le giovani aziende dai primi passi fino alla competizione a tutto campo: in primo piano ci saranno Fastlane Ventures (Russia), 21212 (Brasile), Mas Angel Fund (Germania) e 88Mph, dal Sudafrica. Infine, occhi puntati sui grandi operatori dei media, italiani ed europei, attivi nel venture capital.

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