Stellantis regge ai chip e in Europa resta seconda

Vendite gruppo -1,6%: Peugeot marchio leader. Ok Jeep, crolla Alfa. Azioni: in un anno +41%

Stellantis regge ai chip e in Europa resta seconda

Per Stellantis è tempo di anniversari: lo scorso 16 gennaio il primo anno dalla fondazione e ieri dal debutto in Borsa. Oggi, invece, sono attesi i messaggi del presidente John Elkann e dell'ad Carlos Tavares. Di ieri, intanto, i risultati delle immatricolazioni in Europa del gruppo in un 2021 fortemente condizionato, per l'intero settore, da pandemia, mancanza di chip e, per quanto riguarda l'Italia, dall'erogazione a singhiozzo di incentivi all'acquisto di veicoli a zero e ridotte emissioni.

Ecco allora le vendite generali in Europa (11,77 milioni) perdere più di 4 milioni di unità rispetto al 2019 (-25,5%) e scendere dell'1,5% sul 2020. Stellantis, con tutti i suoi marchi, è il secondo gruppo nel Continente con il 20,2% di quota, identica a quella del 2020, e -1,6% di vendite (oltre 2,378 milioni di vetture). Peggio, nell'anno, ha fatto il capolista gruppo Volkswagen con il mercato sceso del 3,7% (sotto i 3 milioni) e una penetrazione del 25% rispetto al 25,6% del 2020. Nel suo primo anno, i marchi di maggior successo in Europa, per Stellantis, sono risultati Peugeot come volumi (oltre 724mila auto) e Jeep, come crescita (+4,1%). La monoprodotto Lancia ha pure segnato un +1,5%, mentre Alfa Romeo (in attesa di risollevarsi con il Suv Tonale) è stato il marchio che ha sofferto di più: -27,8% cioè poco più di 26.300 tra Giulia e Stelvio immatricolate.

Il primo marzo prossimo, giorno del piano industriale al 2030, si conosceranno tutti i futuri prodotti con i relativi tempi di elettrificazione e in quali stabilimenti verranno realizzati.

In Piazza Affari, intanto, a un anno dalla quotazione, il titolo Stellantis ha chiuso a 19,09 euro (-0,2%). Secondo l'analista Roberto Russo, «il profilo borsistico del gruppo ha fortemente premiato i suoi azionisti grazie a una performance complessiva superiore al 41% tra incremento del prezzo (2,78 euro da 13,90 a 16,68), distribuzione di dividendi ordinari e straordinari in cash (2,26 euro) e in azioni Faurecia (circa 0,71 euro)». «Il 28 gennaio 2021 aggiunge Russo nel suo bilancio sul primo anno delle azioni - nel pieno del crollo dei mercati finanziari causato dall'improvviso dilagare del Covid-19 in Europa, il titolo Stellantis ha toccato il minimo storico di 11,34 euro, un livello del 70% in meno circa rispetto alle quotazioni attuali al netto dei dividendi distribuiti. Ma ancora una volta è il caso di ricordare che quando si compra un'azienda storicamente solida, con prospettive di medio lungo termine eccellenti, non bisogna mai farsi prendere dal panico; al contrario, occorre profittare delle oscillazioni negative di breve termine». «Da un punto di vista valutativo - prosegue l'analisi - è ragionevole ipotizzare un valore borsistico di Stellantis tra 75 e 80 miliardi, corrispondente a un prezzo di medio periodo pari a circa 25 euro per azione; la suddetta valutazione non tiene in considerazione l'enorme beneficio, derivante dalle sinergie di costi da fusione tra Fca e Psa, stimato in circa 4,5 euro per azione». Sempre in questo primo anno, evidenziano gli analisti, Stellantis ha battuto di gran lunga Tesla, visto che le quotazioni della Casa Usa sono salite «solo» del 50%, anche se il valore di mercato del gruppo guidato da Tavares è di 59 miliardi, il 6% di quello di Tesla.

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