Economia

"Dovete pagare tutto subito...". Scatta il "massacro" del governo

Il Mef sarebbe contrario a rinviare al prossimo anno le entrate degli enti privati: ecco l'ultimo schiaffo del governo ai professionisti

"Dovete pagare tutto subito...". Scatta il "massacro" del governo

La crisi economica provocata dalla pandemia di Covid ha spinto le Casse private di previdenza ad aiutare gli iscritti con dilazioni contributive e riduzioni varie. Il problema è che il governo giallorosso, lo stesso che si è speso per assegnare contributi a pioggia un po' a chiunque, con risultati disastrosi, è pronto a calare la sua mannaia sui provvedimenti attuati dalle stesse casse previdenziali. A finire nell'occhio del ciclone sarebbero i professionisti, figure fin qui più volte bistrattate dall'esecutivo.

La stretta sui contributi previdenziali

Detto altrimenti: dal momento che il Ministero dell'Economia e delle Finanze e quello del Lavoro devono prima approvare le delibere affinché queste siano efficaci, e che non sembra esserci l'intenzione del governo di avallare tali aiuti, il rischio è che possa presto scatenarsi una specie di tempesta perfetta.

Come ha scritto il Corriere della Sera, il Mef sarebbe assolutamente contrario a rinviare al prossimo anno le entrate degli enti privati che, anche se autonomi, devono fare i conti con il bilancio dello Stato. Da questo punto di vista, tutto l'incasso mancato nel corso dell'anno prenderebbe la forma di un aumento del debito del Paese.

Eppure stiamo parlando di contributi privati versati da singoli professionisti alle Casse di appartenenza. Casse che, ricordiamolo, non ricevono sussidi o sostegni di alcun tipo da parte dello Stato.

Gli enti colpiti

Scendendo nel dettaglio, il Mef potrebbe colpire in pieno i provvedimenti adottati durante il lockdown dagli enti di veterinari, ingegneri e architetti, geometri e periti industriali che consentono ai professionisti di saldare il proprio debito contributivo fino alla metà del prossimo anno.

Leggermente diversa la situazione relativa alle delibere della Cassa dei commercialisti e dell'Enpam, ovvero dei medici. Entrambi, infatti, hanno dato ossigeno agli iscritti, anche se il rinvio del versamento scatterà comunque entro la fine dell'anno. La Cnpadc (commercialisti) ha sospeso i versamenti obbligatori fino al 31 ottobre 2020; l'Enpam ha rinviato al 30 settembre Quota A e Quota B, oltre che il contributo del 2% delle società accreditate con il Ssn.

La mannaia dei ministeri è intanto caduta sull'ente previdenziale dei Consulenti del Lavoro, il quale si è visto rifiutare le delibere per aiutare gli iscritti per via dell'"impatto negativo in termini di saldi di finanza pubblica". L'ente ha fatto sapere che quei provvedimenti sono necessari per attenuare la crisi economica e fronteggiare la situazione d'emergenza che ha colpito gli studi professionali dei Consulenti del Lavoro.

La sensazione, tuttavia, è che il governo non sia intenzionato a cambiare idea. Il presidente Adepp (Associazione delle casse di previdenza private), Alberto Oliveti, non si è arreso e ha chiesto all'esecutivo di aprire un tavolo di trattativa sul tema degli aiuti. Oliveti ha infatti fatto notare che "il differimento dei pagamenti è una misura adottata da molti enti privati in linea con gli aiuti che il governo ha riservato ad altre categorie a causa degli effetti economici della pandemia".

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