Taglio del cuneo fiscale: ecco il piano del governo

Lo scheletro del piano inerente al taglio del cuneo fiscale sta prendendo forma tra dubbi e criticità. Si prevedono tre fasce differenti in base al reddito dei contribuenti

Una platea di 14 milioni di persone, suddivisa in tre fasce, ognuna delle quali riceverà una mancia più o meno risicata dallo Stato: è questo lo scheletro del piano inerente al taglio del cuneo fiscale a cui sta lavorando il governo giallorosso.

Cuneo fiscale in tre fasce

Partiamo da un'analisi generale. Come sottolinea Il Sole 24 Ore, i destinatari del provvedimento saranno distinti in tre differenti famiglie.

La prima riguarda 11,7 milioni di contribuenti: queste persone riceveranno una sorta di bonus Renzi rafforzato, con 100 che si aggiungeranno agli attuali 80.

I 2,4 milioni di soggetti appartenenti alla seconda famiglia – gli stessi che oggi non ricevono il bonus Renzi neppure nella sua normale accezione – riceveranno 80 euro.

Arriviamo alla terza e ultima fascia, che comprende i lavoratori dipendenti che possono contare sui redditi più alti. Include 900mila persone che intascheranno un beneficio decrescente all'aumentare del loro reddito, fino all'azzeramento totale previsto alla soglia dei 40mila euro.

I destinatari del provvedimento

Questi numeri sono emersi incrociando sia le ipotesi partorite dal ministero dell'Economia sia la geografia dei redditi italiani sulla base delle statistiche fiscali delle Finanze.

Nel caso in cui dovesse essere confermata la tripartizione sopra descritta, il primo gruppo, destinatario di un taglio pieno dal valore di 1.200 euro annui, comprenderebbe i contribuenti con redditi annuali compresi tra gli 8.200 e i 28mila euro annui.

La novità più importante riguarderebbe circa 2 milioni di dipendenti che guadagnano tra i 26.600 e i 28mila euro all'anno, che si ritroverebbero in tasca 100 euro "nuovi".

A seguire, quelli con redditi compresi tra i 28mila e i 35mila, riceveranno una riduzione delle tasse in busta paga pari a 960 euro, ovvero 80 per ciascuna mensilità.

La fascia dei lavoratori "a reddito medio", quella che si incastra tra i 35mila e i 40mila euro annui, dovrebbe imparare a fare i conti con un meccanismo progressivo, tuttavia ancora da definire nei dettagli. In ogni caso, all'aumento del reddito dovrebbe combaciare una riduzione delle agevolazioni.

Dubbi e criticità

Bisogna comunque considerare un aspetto non da poco riguardante l'architettura della misura. A questo proposito, per i redditi compresi tra gli 8.200 euro e i 20mila dovrebbe restare in campo l'attuale bonus Renzi potenziato. Per gli altri, cioè da 20mila in su, scatterebbe la detrazione fiscale sotto forma del rafforzamento degli sconti.

Non mancano alcune criticità tecniche, come ha sottolineato Massimo Braghin, membro del consiglio nazionale dei consulenti del lavoro: “L’operazione taglia-cuneo ha l’obiettivo condivisibile di incrementare le buste paga dei lavoratori, e quindi, in prospettiva, i consumi. Ma il meccanismo allo studio introdurrà, gioco forza, dei nuovi adempimenti e oneri per le imprese . Intanto la partenza da luglio dell’operazione, quest’anno, produrrà un doppio regime che immagino si comporrà in sede di conguaglio. Vanno poi aggiornati i software per le elaborazioni delle buste paga, e probabilmente ai dipendenti verrà chiesto di compilare un nuovo modello con la nuova detrazione”.

Iniziato confronto governo-sindacati

Nel frattempo è iniziato il confronto tra il governo e i sindacati sul fisco. I riflettori sono puntati proprio sul taglio del cuneo fiscale previsto dalla legge di bilancio, anche se ci sarà modo di affrontare altri temi, tra cui l'Irpef, le semplificazioni e le tax expenditures.

Attorno al tavolo si sono riuniti il premier Giuseppe Conte, il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, il sottosegretario Laura Castelli e il ministro del lavoro Nunzia Catalfo; per i sindacati, presenti i leader di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.

Secondo quanto riferito dall'agenzia Adnkronos, il vertice si è aperto con la relazione di Gualtieri sulla possibile distribuzione del taglio del cuneo fiscale. Tra le ipotesi presentate troviamo quella di varare un mix di interventi tra un bonus fino a 100 euro e detrazioni da 80 euro con un decalage in base al reddito. In questo caso il nodo restano gli incapienti.

Nel corso dell'incontro, Giuseppe Conte ha sottolineato gli sforzi fatti dal suo esecutivo per venire incontro ai lavoratori. "Nella legge di Bilancio - ha dichiarato il premier - abbiamo destinato 3 miliardi di euro per il 2020, che crescono fino a 5 miliardi di euro a partire dal 2021, allo scopo di ridurre il cuneo fiscale interamente a beneficio dei lavoratori. A dispetto di quanto una certa propaganda ha sostenuto, questa misura è la prova che la nostra manovra economica riduce davvero le tasse per famiglie e lavoratori".