Telecom, faro Consob sul presidente francese

Vegas: «La nomina di de Puyfontaine da parte di Vivendi non passerebbe inosservata»

Maddalena Camera

Consob guarda alla nomina del presidente Telecom e se sarà francese non passerà inosservato. Ma andiamo con ordine. Domenica prossima, termine ultimo per la consegna delle liste, verrà sciolto il rebus delle nomine del nuovo consiglio di Telecom Italia, che sarà presentato all'assemblea dei soci il 4 maggio.

E se per l'ad Flavio Cattaneo la riconferma è certa, sul fronte del presidente Giuseppe Recchi, il cambiamento potrebbe essere alle porte. Ma i giochi restano aperti. Consob infatti sta svolgendo una indagine su Telecom. Nel mirino ci sono le problematiche legate alla cosiddette «operazioni con le parti correlate». All'interno degli organi di governance della società, tra il collegio dei sindaci e il consiglio, è sorta una divergenza su questo punto. Per il collegio infatti l'influenza esercitata da Vivendi, che ha quasi il 24% di Telecom, è evidente. I consiglieri invece rivendicano come autonome le loro decisioni.Sul punto in questione Consob vuole vederci chiaro. E dunque, dato che il più papabile candidato alla presidenza Telecom sarebbe l'ad di Vivendi Arnauld de Puyfontaine, ieri il il presidente di Consob Giuseppe Vegas ha tenuto a puntalizzare che «l'arrivo di de Puyfontaine alla presidenza non passerebbe inosservato». Il focus sarebbe sulle deleghe che gli verranno assegnate. «Un nuovo presidente non è da poco. Non si tratta di un valore meramente estetico», ha spiegato Vegas.

Quanto alle deleghe che avrà il presidente, secondo Vegas, «bisogna vedere concretamente. Uno può avere tante deleghe e non esercitare». I francesi insomma devono studiare bene i propri passi visto che anche l'Agcom ha sul tavolo una istruttoria per valutare gli intrecci azionari tra media e tlc dopo che Vivendi, nel dicembre scorso, ha comperato una quota di Mediaset pari al 28,8 per cento.

All'esame dei commissari il possibile congelamento dei diritti di voto per presunta violazione della legge in materia di concentrazione tra tlc e media. L'esito di questa istruttoria dovrebbe essere reso noto il 21 aprile prossimo, dopo dunque la consegna delle liste per il consiglio ma prima dell'assemblea dei soci Telecom.

Ieri Intanto Tim ha presentato i suoi progetti di sviluppo per il 5G, la nuova rete mobile a banda ultralarga che permetterà di connettere ogni tipo di device realizzando così il cosidetto «Internet of things». La prima sperimentazione sul campo avverrà a Torino che sarà così dunque la prima città italiana ad avere una rete a 5G. E, Sempre ieri, l'Antitrust ha aperto una indagine su Tim e Vodafone per pratiche di marketing invasive nei confronti dei clienti.

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