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Tim accelera sulla rinascita. Varata la svolta sui dividendi: "Mezzo miliardo nel 2027"

Dopo la promessa di buyback, arrivano le cedole. Labriola: "La parte più dura del lavoro arriva ora"

Tim accelera sulla rinascita. Varata la svolta sui dividendi: "Mezzo miliardo nel 2027"
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Tim tocca con mano la svolta e prevede un dividendo cash da mezzo miliardo da pagare nel 2027. Sembra lontana anni luce l'immagine della società schiacciata dal debito che appena a un anno e mezzo fa scorporava e vendeva la sua rete fissa al consorzio guidato da Kkr. L'amministratore delegato di Tim, Pietro Labriola, agli analisti parla ad ampio raggio il giorno successivo alla diffusione dei conti 2025 e dell'aggiornamento degli obiettivi. "La remunerazione degli azionisti per l'esercizio 2026", ha detto il manager, "prevede un dividendo di circa 0,5 miliardi, corrispondente al 70% della generazione di cassa post leasing, al netto del canone e dei dividendi alle minoranze di Tim Brasil con pagamento nel 2027". Oltre a "un riacquisto di azioni proprie pari al 50% della cessione di Sparkle" e "fino a 0,7 miliardi agli attuali azionisti di risparmio in relazione alla conversione delle azioni" che si concluderà verso la fine maggio.

L'interesse del mercato, però, si è naturalmente focalizzato sul piano in arrivo nella seconda parte dell'anno: "Stiamo iniziando un secondo viaggio, la parte dura del lavoro inizia adesso", ha detto Labriola. L'alleanza con Poste si andrà delinandosi nei mesi a venire e per ora si sa che porterà ricavi per 100 milioni legati al contratto di operatore virtuale con Poste Mobile (mentre finisce quello con Fastweb), la società si aspetta "dal 2028" risparmi per attività comuni di acquisto per 50 milioni l'anno. Questo nonostante i vertici non prevedano "un contributo sostanziale dalle sinergie con Poste Italiane nel 2026" così come dall'accordo per la condivisione delle infrastrutture con Fastweb+Vodafone.

. In più la "nostra guidance prevede un conferimento pari a zero" per il bonus legato alle possibili nozze fra Fibercop e Open Fiber. Sul futuro risultato 2026, ha spiegato il direttore finanziario Piergiorgio Peluso, l'incasso di un miliardo della restituzione del canone non dovuto nel 1998 è stato anticipato mediante un'operazione con le banche. "I relativi proventi sono stati contabilizzati temporaneamente come debito finanziario". L'impatto sulla posizione finanziaria arriverà nel 2026 quando il governo pagherà. In futuro, il gruppo punterà ancor di più su connessione di qualità e cloud. Ed è proprio sul versante Enterprise che Labriola si aspetta possibili chance di consolidamento: "Dobbiamo cogliere le opportunità del cloud sovrano e per Tim, che è un campione nazionale, sarà più facile" perché "non fornisce solo connettività ma gestisce reti sicure".

Il titolo ieri prima è scivolato di oltre il 4% per

poi chiudere in rialzo dello 0,98% a 0,65 euro con Intermonte e Mediobanca che hanno alzato il target price (quest'ultima a 0,74 euro). Intanto sono già iniziato gli incontri con gli investitori in vista del nuovo piano.

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