Le tre piccole spine di Bankitalia

Per le Casse di San Miniato, Rimini e Cesena servono 300 milioni: è per il boom delle sofferenze di provincia

Le tre piccole spine di Bankitalia

Domani il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, pronuncerà la sua quinta relazione da quando si è insediato prendendo il posto di Mario Draghi, asceso al vertice della Bce. E proprio a Francoforte spetta la vigilanza unica europea sulle big del credito dal novembre 2014. Agli sceriffi di via Nazionale è invece rimasto il controllo esclusivo sulle quasi 700 banche troppo piccole per stare sotto l'ombrello di Francoforte. Istituti di dimensioni ridotte in termini di sportelli ma - in alcuni casi - non di sofferenze e di crediti anomali che sono decollati negli ultimi anni.

Con l'introduzione delle nuove norme sul bail in, Bankitalia non può permettersi di sottovalutare i campanelli di allarme che arrivano dalle province più remote del «sistema». Le sorvegliate speciali di Visco al momento sono tre: la Cassa di Risparmio di San Miniato, quella di Rimini e la Cassa di Risparmio di Cesena. Tutte chiamate a rafforzarsi patrimonialmente nei prossimi mesi chiedendo al mercato complessivamente fra i 250 e i 300 milioni. Chi li metterà? Si cercano partner industriali ma il contributo più atteso è quello del Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd). Lo stesso accorso al capezzale di Tercas, prima ancora che nascesse Atlante, il cui potenziamento è nell'agenda della riunione odierna del comitato esecutivo dell'Abi. Il fondo, basato su contributi volontari e «a chiamata», è stato costituito per evitare la tagliola della procedura Ue sugli aiuti di Stato e avrà una dotazione fino a 700 milioni dagli attuali 300.

Chi ne avrà bisogno? Partiamo dalla Toscana, con la banca da 85 sportelli guidata da Divo Gronchi che ha chiuso il 2015 in rosso per 67,6 milioni e che ora ha davanti a sè due sfide importanti: l'aggiornamento del piano industriale e soprattutto un aumento di capitale (il terzo in quattro anni) fino a 55 milioni. Dopo l'ultima ispezione della Bankitalia, San Miniato ha dovuto svalutare 103 milioni di crediti e rettificare per 22,5 milioni della partecipazione (20%) detenuta nella Cassa di risparmio di Volterra. L'azionariato è diviso tra la Fondazione Cassa di risparmio di San Miniato, con poco più del 56%, Cattolica Assicurazioni (25%) e altri soci che hanno in totale il 19,9%. La compagnia assicurativa veronese nel bilancio 2015 ha già svalutato la propria quota nella banca per un valore di 50 milioni e ora dovrà decidere se aderire o se lasciar diluire la partecipazione.

Anche la Cassa di Risparmio di Rimini ha nel suo azionariato un socio noto alle recenti cronache finanziarie: al fianco della Fondazione Carim con il 56,7%, nel capitale c'è infatti la Nuova Banca Etruria con una quota del 2,64 per cento. Il problema dell'istituto riminese sono i 30 milioni di costi (tra cui 4,6 milioni di oneri per il salvataggio delle 4 banche di novembre, compresa quindi l'Etruria) e i 73 milioni di rettifiche su crediti che hanno portato a chiudere il 2015 con 38 milioni di perdite.

Nel verbale dell'assemblea di aprile si legge, inoltre, che le sofferenze al 30 settembre 2012 (quando è terminato il commissariamento iniziato nel 2010), erano pari a 250 milioni di euro coperti dal fondo rischi al 45,6 per cento. Oggi, i milioni di euro sono diventati 590, coperti (pur essendo più del doppio) per il 57,7%. I crediti deteriorati erano 640 milioni coperti al 28,2% e oggi sono 920 coperti al 44,6%. Tradotto: tutti i ricavi del periodo sono stati utilizzati per aumentare i fondi rischi: erano 180 milioni al 30 settembre e oggi sono 411 milioni. Morale: serve un aumento da 100 milioni nel giro di due anni, ma 40 vanno reperiti entro l'estate.

Buone notizie, intanto, per Cesena che entro l'8 giugno approverà il bilancio, il piano industriale al 2020 e l'aumento di capitale. La cassa romagnola ha già incassato la disponibilità del Fondo Interbancario che è pronto a sottoscrivere, anche integralmente, la ricapitalizzazione stimata fra i 100 e i 150 milioni.

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