Tutti in ufficio: ecco la legge che "cancella" lo smart working

Restano ancora dei punti da definire coi sindacati, specie per la questione relativa al risparmio su buoni pasto e straordinari

Tutti in ufficio: ecco la legge che "cancella" lo smart working

Lo smart working nella pubblica amministrazione pare volgere al tramonto. Il piano del governo è già pronto: dapprima estendere l'obbligo di Green Pass anche a tutti i dipendenti pubblici, poi promulgare il Dpcm preparato dal ministro della Pa Renato Brunetta, che prevede per l'appunto il ritorno al lavoro in presenza.

La conferma arriva direttamente dal braccio destro di Roberto Speranza: "Per quanto riguarda la Pubblica Amministrazione", dichiara il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, come riportato da Repubblica, "se lo smart working è stato uno strumento fondamentale nel momento più complicato del nostro Paese, credo che oggi dobbiamo creare le condizioni per tornare a lavorare in presenza e il Green Pass è uno strumento efficace per raggiungere questo obiettivo".

Per quanto ci è dato sapere, comunque, lo smart working dovrebbe sopravvivere in piccole quote anche dopo l'approvazione del sopra citato Dpcm: la percentuale potrebbe dipendere da ciò che ogni dirigente stabilisce coi cosiddetti Pola, ovvero i Piani per il lavoro agile che erano stati introdotti dal precedente titolare del dicastero Fabiana Dadone (inizialmente il 50% dei lavoratori operava in smart working). La soglia minima, ora al 15%, scatta anche quando le amministrazioni decidono di non programmare alcun Pola.

Le novità dovrebbero coinvolgere in primis ministeri ed agenzie, secondo modalità che sono ancora in via di definizione e dovrebbero essere fissate dopo un incontro all'Aran. L'obiettivo è quello di garantire il lavoro da remoto a quelle che sono ritenute le categorie più fragili, ma non si esclude che lo stesso trattamento venga riservato anche a quanti rifiutino di vaccinarsi. Oltre a ciò, il piano di Brunetta prevede la realizzazione di uno smart working selettivo, che si realizzi non solo come lavoro da casa ma come lavoro per obiettivi. Un obiettivo al momento irrealizzabile dato che, come spiegato dal presidente di Aran Antonio Naddeo,"solo il lavoro dei dirigenti si misura sugli obiettivi. Per gli altri dipendenti, vanno stabilite le modalità".

Restano ancora da stabilire coi sindacati altri punti. A partire dall'organizzazione della giornata lavorativa dei dipendenti pubblici che lavorano da remoto: dovranno essere definite le fasce orarie obbligatorie, quelle di reperibilità e quelle di non lavoro. Per quanto concerne i buoni-pasto, questi non verranno più erogati, così come accadrà per gli straordinari: tuttalpiù, ma non c'è nulla di ufficiale, si potranno ideare dei rimborsi forfettari per le spese di connessione al web e di energia elettrica. Proprio questi dovrebbero essere i campi di scontro coi sindacati, visto l'ingente risparmio che le amministrazioni hanno registrato grazie a suddetti tagli.

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