Utili record per Trenitalia: così Moretti chiede il «tris»

Se Mauro Moretti punta - com'è pensiero comune - alla riconferma nel ruolo di amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, ieri ha presentato la carta più convincente: il quinto bilancio consecutivo in utile, e questa volta in forte crescita. Nel corso del 2012 le Fs hanno registrato profitti pari a 380 milioni, contro i 285 del 2011. Un terzo in più. Chi sostituirebbe un manager in grado di presentare questi risultati?
Trattandosi di azienda pubblica, tuttavia, le logiche cambiano e l'aspetto politico diventa determinante. Il cda di ieri è stato l'ultimo del secondo mandato pieno di Moretti (che ha preso la guida del gruppo nel 2006). Entro 60 giorni dovrà essere convocata l'assemblea che provvederà a rinnovare l'intero cda; ma il termine è teorico, perché in caso di mancato accordo tra i partiti di governo, l'assise dei soci (e la relativa decisione) potrebbe essere rinviata, grazie a qualche escamotage giuridico. Si parla di una società di diritto privato ma con un unico azionista pubblico, il Tesoro. La riconferma di Moretti - manager «trasversale», nominato sia da Prodi sia da Berlusconi - appare comunque scontata, e infatti si sono affievolite le voci che lo davano candidato al vertice di Finmeccanica. Più debole la posizione del presidente Lamberto Cardia, anch'egli in scadenza dopo tre anni; ma per lui non è escluso un altro mandato.
Prima del consiglio di ieri - che si è prolungato fino a tarda sera - Moretti ha sottolineato il valore dell'utile in «un'azienda che nella storia d'Italia ha bruciato un'infinità di risorse». E ha ricordato che al suo arrivo il gruppo «aveva 2,1 miliardi di perdite su un fatturato di 6,7: in sostanza era fallito. Il ministro di allora, Tommaso Padoa Schioppa, mi disse di non fare terrorismo, ma io risposi che non sapevo da che parte iniziare». Moretti ha proseguito: «L'Italia ha bisogno di imprese sane e grandi», che facciano volano per l'industria nazionale: «Ci considerano un gigante, ma il nostro fatturato da 8,2 miliardi si confronta con i 38 miliardi delle ferrovie tedesche e i 33 di quelle francesi».
All'ordine del giorno del cda di ieri c'era anche l'emissione di un maxi bond che sarà lanciato in estate; la cifra, secondo indiscrezioni, potrebbe ammontare a circa 4 miliardi, ben superiore all'1,5 fin qui ipotizzato, e sarà destinata a investimenti; va ricordato che il gruppo Fs vanta crediti dallo Stato e dalle Regioni, a saldo dei contratti di servizio, per circa 3 miliardi.
L'utile delle Fs viene dall'Alta velocità, la «creatura» con cui Moretti è riuscito a ribaltare i conti. Ma Ntv - il concorrente partecipato dalle ferrovie francesi - ha inviato all'Antitrust una segnalazione lamentando attività di dumping da parte delle Fs sulle tratte dell'alta velocità: «L'ex monopolista ribassa eccessivamente i prezzi per stroncare sul nascere la concorrenza» dice la società. Immediata la replica di Moretti: «I nostri clienti già accusano noi e Ntv di avere prezzi troppo alti. Che facciamo, li aumentiamo ancora?».

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