Edificio sgomberato a S. Lorenzo: ma oggi l’ultrasinistra scende in piazza per protesta

(...) «È senza dubbio l’ennesimo tentativo di sottrarre spazi sociali alla città per accontentare le speculazioni e l'interesse di pochi» afferma il consigliere comunale Andrea Alzetta, rappresentante di Action, noto come Tarzan.
Grida di sgomento leva invece Sabina Guzzanti: «Enormi camionette, poliziotti in tenuta anti-sommossa contro quindici ragazzi di scuola media». La Guzzanti ricorda che aveva parlato proprio sabato con loro: «Volevano aprire uno spazio per fare consulenza sindacale e lavoro».
Forse non è proprio così, se sono ragazzetti è difficile che possano fare consulenza sindacale. Ma andiamo avanti. «Prometto solennemente che avranno filo da torcere per fare le loro porcherie in via dei Sabelli», scrive la Guzzanti sul suo blog. Vedremo.
Nel pomeriggio si è mosso, anche qui come da copione, un corteo di protesta per le vie del quartiere San Lorenzo. Il corteo, 50-60 giovani, è partito da via dei Volsci, luogo simbolico e storico una volta dell’autonomia operaia, ora della sinistra radicale: «Chiediamo spazi, ci danno polizia, questa è la loro democrazia» c’era scritto sullo striscione inalberato. I manifestanti, ragazzi sgomberati, esponenti di Action e dei comitati di lotta per la casa (ma non volevano aprire una ludoteca?) hanno organizzato per oggi pomeriggio, alle 18, un’assemblea pubblica che si terrà davanti al palazzo sgomberato. Al raduno dovrebbero partecipare delegazioni di comitati di lotta «provenienti, dicono i giovani, da tutte le parti d'Italia». Da Trento alla Sicilia.
Dal canto suo il sindaco Alemanno ha espresso al prefetto Pecoraro, al questore Caruso e agli uomini delle forze dell'ordine «i complimenti per l’alta professionalità dimostrata durante lo sgombero. Sono convinto che la necessità di trovare spazi di socializzazione non si possa risolvere nella violazione di un altro principio: quello della tutela della proprietà. Violare le leggi non è la soluzione per i problemi, ma finisce solo per aggravarli».
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