La consegna del Gianduiotto d’Oro 2026 ha concluso la serata dell’EnjoyBook 2026 al Teatro Juvarra di Torino. Il riconoscimento è stato attribuito al direttore Tommaso Cerno per “la passione, il coraggio e la lucidità” e in qualità di “eroe del giornalismo del nostro tempo con capacità di visione, apertura e confronto volto ad alimentare un dialogo pubblico vivace e consapevole".
Prima della consegna del riconoscimento, Cerno è salito sul palco insieme a Vladimir Luxuria per un dialogo che ha toccato temi personali e questioni di attualità. A introdurre l’incontro è stata una battuta del direttore del Giornale: “Ogni volta che vengo a Torino attraverso le strade con un timore – riporta Torino Today –. Temo che la Mole mi insegua”.
Nel corso della conversazione, entrambi hanno alternato riflessioni e ricordi privati. Luxuria ha richiamato il proprio percorso personale, soffermandosi sull’idea di andare controcorrente e sulla coerenza rispetto alle proprie scelte: “Sono sempre stata un salmone, ma non ho mai smesso di nuotare e la fatica con cui ho nuotato controcorrente per tutta la mia vita mi ha portata oggi a essere in pace con me stessa, molto più serena di tante acclamate persone che il dito che mi hanno sempre puntato contro ora dovrebbero metterselo sulla bocca, per tacere”.
Anche Cerno ha ripercorso alcuni passaggi della propria formazione e carriera, evocando il significato simbolico dei confini, come quello di piazza della Transalpina a Gorizia. “Sono sempre stato strambo, me lo disse per primo De Benedetti”, le parole del direttore, “quando essere strambo non poteva che essere un pregio. É stato proprio il mio essere strambo, non conforme, che mi ha portato all'Espresso. Oggi quel sentimento prevale ancora ed è il conformismo stesso del tacere, nel mondo del giornalismo oggi soprattutto, a condurre a morte certa".
La discussione si è poi spostata su questioni internazionali e diritti civili, includendo riferimenti alla situazione in Medio Oriente e al ruolo dell’informazione. Sul punto Luxuria ha dichiarato: “Prima ancora di essere Vladimir Luxuria sono una persona umana che quando vede un popolo massacrato, bombardato, prova solidarietà per chi soffre. Ho pianto quando c'è stata l'aggressione da parte dei terroristi di Hamas e ho pianto di fronte a migliaia di morti palestinesi. Non posso pensare che solo perché in Israele esiste il Pride o vengono riconosciuti determinati diritti allora sia giusto bombardare un altro popolo”. Luxuria ha poi aggiunto: “Penso a un qualsiasi omosessuale che vive a Gaza a cui è stato dato un problema in più come la paura di non ritrovare più la sua casa. Esiste un diritto primario che è quello alla vita, solo se puoi sopravvivere allora puoi anche sperare che i tuoi diritti vengano riconosciuti”.