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Eolie, 18enne in coma dopo un "rave" in barca

Una 18enne veneziana ricoverata all'ospedale in gravi condizioni. Durante un rave party su una barca la giovane ha perso i sensi ed è caduta in coma etilico. L'allarme dei medici: "Ogni giorno è una battaglia"

Eolie, 18enne in coma dopo un "rave" in barca

Palermo -  Una serata di festa finita in tragedia. Una diciottenne di Venezia è ricoverata in gravi condizioni all’ospedale "Papardo" di Messina per un coma etilico in cui è caduta durante un’escursione in barca a Panarea. Secondo quanto ricostruito, la ragazza era assieme a un centinaio di altri giovani che a bordo di diverse imbarcazioni avevano raggiunto lo scoglio di Lisca Bianca dove avevano improvvisato una sorta di "rave party" marino, con musica a tutto volume e bevande alcoliche. Improvvisamente la diciottenne ha perso i sensi e gli amici con un gommone l’hanno trasportata al porto di Panarea. Qui la guardia medica che ha riscontrato un coma etilico e date le gravi condizioni ha richiesto l’intervento dell’elisoccorso del 118 per il trasferimento all'ospedale.

L'allarme dei medici Tengono la postazione in un piccolo avamposto qual è la guardia medica di Panarea, la più mondana delle isole Eolie, i due medici Daniele Marino e Franco Aricò, che quotidianamente fronteggiano l’arrivo di decine di giovani (dicono una media di 40 al giorno) intossicati da alcol e a volte anche stupefacenti, che ieri hanno soccorso la ragazza veneta in coma etilico. "Sono giovani - dice Marino - dai 18 ai 25 anni. Arrivano ubriachi fradici. Noi facciamo i medici, i barellieri, i rianimatori senza sosta. Si comincia alle 18 fino alle 21 poi in continuazione verso le 2 e poi alle 4 e 5 del mattino".

La movida di Panarea I ragazzi si svegliano verso le 13 scendono in spiaggia, non mangiano a volte neanche un boccone e poco dopo cominciano i festini con musica a tutto volume e alcol a largo sui gommoni o su altre barche. La serata poi prosegue in discoteca, sulle spiagge o ancora a mare. "Comprano - dice il medico - vodka e tutti i tipi di alcolici e li mettono sulle barche e vanno a largo carichi. Le forze dell’ordine, la capitaneria di porto fanno quel che possono: fanno multe quando le barche sono troppo cariche di persone, o se qualcuno viene sorpreso a pilotare un natante dopo aver bevuto. Ma bere stando su una barca ferma non è un reato se non per la salute".

I festini in barca I medici sostengono che quella dei festini a base di alcol e musica sulle barche è una peculiarità di Panarea.

"Siamo stati - dicono - in ambulatori in varie isole, Stromboli, Filicudi, Salina ma lì non è così". Ad ubriacarsi sono giovanissimi turisti che vengono da tutte le parti d’Italia, Roma, Napoli, Bologna, Palermo e che cominciano un tour de force alcolico che dura quanto la loro vacanza sull’isola.

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