Era ubriaco, aveva superato il limite di velocità, non ha frenato né sterzato quando ha visto Matteo "Baro" Barone attraversare sulle strisce pedonali, in via Porpora nei pressi dell'incrocio con via Ingegnoli. Sono queste le conclusioni del pubblico ministero Maurizio Ascione, dopo gli accertamenti sull'investimento del 25enne, avvenuto lo scorso 6 settembre a Milano. Rischia quindi il processo per omicidio stradale l'agente di polizia, fuori servizio, Giusto Chiacchio, quasi coetaneo della vittima (ha 26 anni) a cui è stato notificato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari, che anticipa in genere la richiesta di rinvio a giudizio. "Con colpa consistita in imprudenza, negligenza, imperizia e violazione delle norme del codice della strada, guidando la sua Audi Q2" Chiacchio - ricostruisce l'accusa - ha causato la morte del ragazzo, "sbalzato per circa 38 metri dal luogo dell'impatto".

Si legge nell'atto del pm che l'agente di polizia si trovava in uno stato di ebbrezza alcolica calcolato tra lo 0,60 e lo 0,63, con un alcol test effettuato però quattro ore dopo l'incidente. Quando ha investito Matteo Barone, secondo il pm, si trovava in un "tratto di strada rettilineo, pianeggiante, privo di ostacoli alla visuale, in condizioni meteo serene", in un orario prossimo all'alba, ma con la visibilità garantita "dai lampioni pubblici e dai proiettori anteriori del veicolo". E la vittima, che si stava spostando sulle strisce, le aveva già percorse per quattro metri. I suoi genitori si costituiranno parte civile. Chiacchio è difeso dall'avvocato Giuseppe De Lalla. Matteo Barone, per gli amici "Baro", prima di essere investito rientrava da una serata con gli amici, proprio come l'agente di polizia, che era fuori servizio. Sognava di fare il cantante trap ed era prossimo all'uscita il suo singolo Traumi, pubblicato postumo. Si era licenziato qualche mese prima da una grande società di spedizioni, per dedicarsi ai suoi progetti.
Il giorno dopo l'incidente centinaia di persone si sono riversate su via Porpora (nella foto), come già avvenuto anche dopo altri gravi incidenti a Milano, per chiedere strade più sicure. "Una parte di me è morta con lui, ma ci resta anche il ricordo che nessuno potrà mai toglierci", le parole di un suo caro amico al funerale nella chiesa di San Luca Evangelista.