«Ero e Leandro» di Bottesini, ritorno atteso da 120 anni

Dopo più di un secolo, centovent'anni per l'esattezza, sarà in scena questa sera, ore 19.30, al Teatro San Domenico di Crema, la tragedia lirica «Ero e Leandro» di Giovanni Bottesini, libretto di Arrigo Boito (con lo pseudonimo di Tobia Gorrio), («prima» a Torino nel 1879). E’la vicenda narrata da Ovidio nelle «Eroidi»: una tragedia poco conosciuta, anche se ispirò vari scrittori e musicisti tra cui Dante, Christopher Marlowe e ancora Franz Liszt. Il giovane Leandro di Abido, era innamorato e corrisposto da Ero, sacerdotessa di Afrodite a Sesto. Li separava il mare: ogni sera, Leandro attraversava lo stretto a nuoto per incontrare Ero, che lo attendeva vicino al fuoco di una lucerna. In una notte di tempesta, però, la luce si spense, e Leandro non riuscì a trovare la riva, morendo in mare. Quella che si vedrà questa sera a Crema sarà una vera riscoperta: la partitura di Bottesini, infatti, era presente in un'unico manoscritto dell'archivio Ricordi, ora digitalizzato. Bottesini fu musicista aperto e curioso, prolifico e originale compositore (scrisse in tutto sette opere liriche). «Questa versione di “Ero e Leandro“ tuttavia - dice il direttore Aldo Salvano - non riscontrò il successo che gli autori auspicavano». Eppure è una storia così tragicamente romantica, con una «vena melodica molto fluida e creativa, con molte influenze verdiane», continua il maestro Salvano. Un'opera «senza tempo, riportata in teatro con la volontà dichiarata di cercare la massima fedeltà a quella che s'immagina essere l'originale» sottolinea Laura Borello, che ha curato la regia. A riportare la forza e l'incanto di un'opera dimenticata e riscoperta, saranno le voci del basso nobile Roberto Scandiuzzi, il tenore Gian Luca Pasolinie il soprano Veronique Mercier, oltre al coro «Monteverdi» diretto da Bruno Gini. Info: Crema, Teatro San Domenico, www.teatrosandomenico.it, tel. 0373-85418, ore 10-12).

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