Bagnasco: nozze gay un «vulnus» alla famiglia

Genova La celebrazione mercoledì scorso in Francia del primo matrimonio tra due persone omosessuali «è un vulnus grave alla famiglia che ovunque nel mondo, non solo nel nostro Paese, è il presidio dell'umano». Così si è espresso il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana e arcivescovo di Genova, a margine di una iniziativa pubblica al Museo Diocesano.
Nella famiglia «i bambini vengono non solo concepiti e generati - ha aggiunto il porporato - ma anche educati, come è diritto e dovere primario e fondamentale dei genitori, un papà e una mamma, che nella loro completezza di personalità danno ai propri figli un'educazione integrale nella libertà di ciascuno». Circa il riconoscimento giuridico delle coppie di fatto, non solo omosessuali, il porporato ha aggiunto che «i loro desiderata, bisogni, diritti individuali sono già assicurati dal diritto civile, senza la necessità - ha concluso - di creare un nuovo soggetto di diritto».
Le dichiarazioni di Bagnasco hanno prontamente provocato accese reazioni nell'estrema sinistra italiana. Per il deputato di Sel Alessandro Zan «in un momento in cui anche le cronache ci dicono che molti giovani sono vittime di discriminazioni, le parole del cardinale Bagnasco rischiano di alimentare omofobia creando inutili allarmismi». «Il matrimonio gay - aggiunge il deputato vendoliano - non è un vulnus per la famiglia, ma l'affermazione di un diritto. Le famiglie gay esistono già, peccato che la legge italiana non le riconosca, anche a causa di una persistente influenza delle gerarchie vaticane. È a questo vulnus che va posto rimedio. Bagnasco vuole creare allarmismo, supportando così posizioni estremiste, quali quelle che abbiamo visto in Francia».

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