Cecenia Strage: stavolta i kamikaze arrivano in bici

Era stato appena annunciato e ora è già in bilico il «ripristinato ordine» in Cecenia. I ribelli con cui Mosca ha già ingaggiato due sanguinosi conflitti, annunciano una guerra economica contro Mosca, rivendicando il disastro nella centrale idroelettrica siberiana di Sayano-Shushenskaya, mentre a Grozny sono tornati i kamikaze. Per la prima volta, in bicicletta. Secondo quanto pubblicato ieri dal sito islamista www.kavkazcenter.com, l’incidente che ha causato 47 morti e 28 dispersi in Siberia è stato in realtà un sabotaggio, per «scatenare una guerra economica contro la Russia», dichiarata dal leader ceceno latitante Doku Umarov, che colpirà oleodotti, linee ad alta tensione e centrali elettriche in Russia. I ribelli si sono assunti anche la paternità dell’attentato sferrato nello stesso giorno contro la sede centrale della polizia a Nazran, in Inguscezia (25 morti). E a Grozny, in Cecenia, due kamikaze si sono fatti esplodere nel centro della città, uccidendo quattro poliziotti e ferendo un altro agente e una donna. La prima esplosione è avvenuta sulla via Pervomaiskaya, la seconda sulla via Zhukovsky, entrambe nei pressi di bar affollati. I due kamikaze hanno agito in bicicletta. Il primo ministro russo Vladimir Putin, che ieri ha visitato la centrale idorelettrica, si è rifiutato di commentare le rivendicazioni dei ribelli, firmata dal «Battaglione dei martiri». Il Cremlino per ora ha solo spiegato che sul luogo del disastro non sono state trovate tracce di esplosivo. Anche gli analisti indipendenti hanno espresso perplessità sulla rivendicazione, anche perché arrivata a quattro giorni di distanza dalla tragedia.

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