Leggi il settimanale

E i complottisti si sono già scatenati Per il solito Moore è colpa dei tea-party

La strage di Boston è un complotto dell'Fbi, dietro le bombe ci sono i repubblicani duri e puri del Tea party e l'attentato era annunciato dai cartoni animati. Queste sono solo alcune delle teorie cospirative che stanno facendo proseliti sulla pelle delle vittime di una città fra le più progressiste degli Stati Uniti. Il primo a lanciare la teoria del complotto è stato Alex Jones del sito cospirativo «InfoWars». Famoso conduttore radio di destra ha sparato un tweet sulla strage della maratona di Boston sostenendo che era un attentato «false flag», ovvero ordito dal governo. Pane per i denti dei suoi 180 mila followers, che vedono il presidente Obama come il diavolo.
L'altra faccia della medaglia è l'icona ultra progressista Michael Moore, il regista diventato famoso per aver accusato i Bush dell'11 settembre. Anche lui via twitter ha inviato, poco dopo la strage, due messaggi al suo milione e mezzo di seguaci. Il primo sottolineava che il 15 aprile, la maratona di sangue coincideva con «il giorno delle tasse e del patriottismo». Boston ricorda con la corsa la prima battaglia della guerra d'indipendenza, ma è pure la data per la denuncia dei redditi. Il secondo tweet di Moore era un semplice «2+2=». Un messaggio neanche tanto subliminale: i responsabili sono i seguaci del Tea party la fazione di Sarah Palin e «Fox news» che si definiscono «patrioti» e «anti tasse».
Non pago Moore ha rincarato la dose per alimentare la pista cospirativa: «In questa settimana cadono gli anniversari della strage di Columbine, delle bombe di Oklahoma City, del massacro alla Virginia Tech, la crisi della Baia dei Porci e il suicidio di massa di Waco». Un'altra teoria, senza alcuna prova, si è alimentata attorno alla foto di un uomo su un tetto subito dopo l'esplosione. Potrebbe essere un agente della sicurezza che controllava la situazione dall'alto, un operaio o qualcuno che abita all'ultimo piano, ma in rete sono convinti che faccia parte della cospirazione. La pista più tragicomica è scaturita da un episodio dei Griffin, cartoni animati per la tv. Nella puntata del 17 marzo un protagonista fa saltare una bomba, a sua insaputa, con il cellulare di un terrorista. Su You Tube la scena è stata montata subito dopo un altro episodio della puntata in cui si parla della maratona di Boston. La Fox ha rimosso la puntata e il creatore di Griffin parla di «clip aberrante». Come ogni attentato con risonanza mondiale è saltato fuori un romanzo pubblicato nel 2002 che aveva previsto tutto. L'autore, il podista Tom Lonergan, lo ha pubblicato a sue spese con un sotto titolo preveggente: Il thriller della maratona di Boston. Il romanzo descrive un complotto per far esplodere una serie di ordigni durante la gara.

All'americano Jaime Muehlahausen è venuta in mente l'idea migliore. Poco dopo l'attentato ha comprato il dominio BostonMarathonConspiracy.com per evitare che gli amanti delle piste impossibili alimentino in rete le teorie del complotto.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica